Tra i capannoni tessili del Macrolotto di Iolo a Prato c’è un’azienda che da 30 anni fa da mangiare e distribuisce i suoi prodotti in migliaia di punti vendita, non solo in Italia. E’ la “Gastronomia Toscana”, nata nel 1985 dall’esperienza acquisita in tanti anni “di bottega” in via Ciliani dai tre fratelli Tempestini, decisi a trasformare su scala industriale i loro prodotti, molti dei quali provenienti dalla cultura popolare: minestra di pane e fegatini i prodotti di punta.

Negli anni l’azienda è cresciuta e con lo sviluppo della grande distribuzione è riuscita ad affermarsi nel campo della preparazione di piatti pronti e condimenti freschi per negozi e supermercati. Oggi Gastronomia Toscana è un società per azioni e conta 50 dipendenti, in uno stabilimento che si estende per 3200 metri quadrati. Qualche mese fa ha inaugurato un locale in piena Manhattan, il “Mi Garba” che offre “authentic tuscan recipes”.

Ad accorgersi della qualità dei prodotti di Gastronomia Toscana è stato anche lo chef Gianfranco Vissani che, ormai un anno fa, ha sposato i “Piccoli lussi quotidiani”, una linea di primi piatti pronti “a prova di chef” creata dall’azienda pratese. Ricette italiane tradizionali e innovative al tempo stesso. Alcuni esempi? Risotto alla Certosina, Zuppa di patate con porcini, Crespelle al cavolo nero con salsa di banane e curry rosso. Pronte in 2 minuti.

Quando l’azienda deve lanciare nuovi prodotti ascolta i propri consumatori.

Abbiamo partecipato a un “focus group” di Gastronomia Toscana durante il quale si chiedeva di assaggiare alcuni nuovi piatti di questa ultima linea in collaborazione con Vissani. Una ventina i persone – addetti ai lavori, cuochi, semplici acquirenti, curiosi – passano una mattinata nell’azienda, assaggiano i prodotti, li commentano e si confrontano.

A farci da “Beatrice” in questo paradiso del gusto “made in Prato” è Elena Tempestini dell’ufficio marketing, figlia di uno dei tre soci. Perché assieme ai fondatori oggi abbiamo anche i figli Tempestini, ognuno addetto allo sviluppo di un nuovo ramo aziendale.

Elena sfata qualche mito: “noi facciamo solo piatti freschi, cercando di sfruttare al meglio le tecniche di conservazione delle nostre salse, piatti pronti e sughi, senza conservanti né additivi”.

(n.b. Da mal fidato, a fine mattinata sono andato a controllare sul retro di una scatola di “Piccoli lussi quotidiani” e con sorpresa scopro che diceva la verità: tra gli ingredienti nessun “nomone incomprensibile” di quelli intraducibili che si leggono a volte).

Dopo averci illustrato la storia dell’azienda e chiesto qualche parere in merito, è tempo degli assaggi. “La collaborazione con Vissani nasce da un’amicizia in comune – racconta Elena – non è solo una firma e un volto sui nostri prodotti. Lo chef è venuto con il suo aiutante nei nostri laboratori e siamo stati insieme a studiare i prodotti e i piatti. L’idea voleva essere quella di rinnovarsi senza dimenticare le radici, amare la tradizione guardando avanti”.

Andiamo nella “sala mensa” dove ci aspetta per assaggiare tre nuove soluzioni per la linea di prodotti. Dei prototipi, che l’azienda sta pensando di introdurre al fianco delle ricette già in commercio: non possiamo “spoilerare” niente, possiamo solo dire che si trattava di un risotto, una crespella e una lasagna. Assaggiamo, commentiamo, compiliamo una scheda. A conclusione della mattinata un buffet con tanti prodotti targati “Gastronomia Toscana” (su tutti la salsa di fegatini, che mi dicono bollire lentamente in pentoloni enormi, emanando un profumo non descrivibile a parole).

Usciamo dallo stabilimento e ci ritroviamo “catapultati” tra i capannoni tessili del Macrolotto di Iolo a Prato. L’impressione che ci portiamo a casa (assieme a una confezione di “Piccoli Lussi”) è quella di un esempio raro per la città di Prato, un’azienda familiare che ha lasciato spazio ai giovani, fidandosi e lasciando a loro la possibilità di ampliarsi (vedi l’idea del punto vendita a New York), e che contro i grandi nomi della concorrenza mette il gusto, dedizione, ricerca e tradizione.

La sera dopo, a casa, mi sono cucinato un “risotto alla Certosina” con gamberetti, sogliola, funghi e curry: aperto la scatola, passato due minuti in padella, ho aggiunto dei bocconcini di pollo (come suggerisce lo chef sulla confezione), ho apparecchiato, mi sono versato un bicchiere di bianco fresco e mi sono concesso uno squisito “piccolo lusso quotidiano”.

(Foto di Augusto Biagini)

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