Potrei raccontarvi di come ho rischiato la vita a Vinci, per poi salvarmi in extremis, quando un enorme e chiassoso Uruk-hai ha cercato di sopraffarmi con la sua spada forgiata a Isengard, ma non mi credereste mai. Quello che posso fare, invece, è raccontarvi di come Vinci sia uno scenario perfetto per una rassegna a tema fantasy, scenario oltretutto ampliato in quest’ultima edizione della Festa dell’Unicorno.
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Siamo chiari, non ci troviamo ad una festa di paese, ma ad un ricco evento in costante crescita: basti pensare ad alcuni degli ospiti presenti in questa tre giorni: Jessica Nigri ed alcuni attori di Game of Thrones. Niente male direi.

Le vie del centro sono invase da una folla eterogenea, molte sono le famiglie ed i turisti che si mescolano ai cosplayer e a un numero nutrito di metallari vecchio stampo, qua in attesa dell’esibizione dei Rhapsody of Fire. Puoi imbatterti in un gruppo di agguerriti Uruk-hai, come purtroppo mi è successo, con un Nazgul a loro seguito o in qualche reduce delle terre di Tamriel; guerrieri vestiti in cuoio e metallo che catapultano Vinci in un medioevo anacronistico.

Festa_Unicorno_2015_1Se sei fortunato non ti sarà difficile scorgere Sam che passeggia avanti e indietro davanti alla porta della più famosa abitazione della Terra di Mezzo, mentre poco più in là un guerriero, de “La Rosa d’Acciaio”, dà dimostrazione del suo coraggio in un combattimento.

Un po’ mi vergogno ad usare l’inflazionatissima espressione “ce n’è per tutti i gusti”, ma è questa la realtà dei fatti.

Un piccolo spazio dedicato ai Lego, ci regala un diorama di Vinci, ma in chiave prettamente british e ovviamente non manca nemmeno una buona dose di sci-fi, tant’è che volendo puoi tentare la fortuna di un viaggio spazio-temporale a bordo del Tardis, oppure di una fedelissima riproduzione della DeLorean.
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Basta essere cauti e avere un po’ di fortuna, perché potrebbe esserci il rischio di finire catapultati nell’area zombie, nella baia dei pirati o ancor peggio nel vicolo del terrore in compagnia di Gianni il Malvagio.

_FFG9723 copia-ExposureLa Festa dell’Unicorno non è solamente tutto questo, nella Piazza del Castello sembra un’armeria a cielo aperto, asce e spade circondano la sfera contenente l’uomo vitruviano di Leonardo. Si parla, anche, di GRV e quando parliamo di GRV non può che venire in mente la webserie, nostrana, Getalive e tutto ciò che vi gravita attorno; ad esempio possiamo trovare stand di realtà artigianali come Officina Sartoris, che ha prodotto interamente a mano gli abiti per tutta la serie.

Il tempo, passeggiando su e giù per il borgo, scorre velocemente ed è già l’ora dei Rhapsody of Fire; attesi da un pubblico che riesce a riempire senza problemi tutta la piazza dedicata alla parte dei live.

Festa_Unicorno_2015_16Non seguo la band dalla loro terza uscita, quindi da circa 15anni, ma bene o male, nonostante i loro trascorsi un po’ travagliati per i cambi di formazione, sono rimasti più o meno i soliti di sempre, forse più cupi e meno barocchi.
L’impressione che mi danno è quella di un gruppo con una tecnica e precisione fuori dal comune, questo si sa, ma anche molto amichevole con il pubblico.

Lione dà molto spazio alle chiacchiere e ai ringraziamenti, ricordando anche la triste scomparsa del loro narratore. Interagisce con il pubblico, quasi come se fosse una band di amici che suona davanti ai loro conoscenti, il tutto condito da qualche frase retorica in merito a Kepler 452B; tant’è che in un momento di silenzio qualcuno ha domandato “E i marò?”, immancabile classico 2.0 di questa estate 2015.


Già con il secondo brano vengo catapultato indietro verso la mia adolescenza, non mi sarei mai aspettato che proponessero “Land of Immortal” e da quel che vedo il pubblico reagisce più che positivamente e sarà così per ogni canzone che verrà. La scelta della scaletta spazia dai brani più recenti a quelli storici, senza lasciare indietro le apprezzatissime “Unholy Warcry” e “Lamento Eroico”, cantate ad unisono con il pubblico.

Festa_Unicorno_2015_14Dopo circa 50 minuti di concerto decido di fare un ultimo giro per il paese, tornando verso il Castello; incontro nuovamente gli Uruk-hai, uno di loro mi guarda con tono poco amichevole. Una ragazza si sta esibendo, sulle note di Sweet Dreams di Manson, con i tessuti aerei. Nella piazza i Futhark intrattengono un gruppo di persone con le loro cornamuse, manca solo un boccale di idromele.

L’ultimo tuffo nei ricordi spetta alla canzone di chiusura, un classico, “Emerald Sword”, che mi accompagna, in lontananza, con le ultime note nel tragitto verso l’auto, una colonna sonora piacevole per una camminata in questo borgo fuori dal tempo.

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