6 settembre 1944. Nel mezzo la vita di uomini e donne. Un’intera esistenza per ripensare a quel giorno. Per sentirsi veramente liberi. “A 71 anni dalla liberazione di Prato – raccontano gli autori di “Quello che rimane”, lo spettacolo in scena al teatro Magnolfi da venerdì 11 settembre a domenica 13 – abbiamo voluto ritornare a quel tempo, gettando un ponte che arrivasse fino ad oggi con la volontà di riflettere sulla nostra storia e su quello che siamo diventati”. “Quello che rimane” è uno spettacolo scritto da Tommaso Santi, con Andrea Bacci per la regia di Massimo Bonechi.

Cosa rimane di quei giorni? “Quello che rimane sono pochi fiori di campo che spuntano come ricordi in mezzo alle macerie di una casa appena demolita; è la storia di un segreto che un uomo si porta dentro da quando è bambino, come una ferita insanabile; è l’immagine indelebile di una città, Prato, che nel 1944 vive l’anno più tragico e doloroso della sua storia recente. Quello che rimane è una storia inventata, il racconto di una vicenda familiare che dal 1970 ci porta indietro nel tempo fino a condurci alle storie, quelle sì drammaticamente vere, di una città schiacciata dall’occupazione nazi-fascista, martoriata dai bombardamenti, segnata come e più di altre dai rastrellamenti di centinaia di innocenti: catturati e deportati nei campi tedeschi e mai ritornati. Quello che rimane è una storia tragica e comune, di chi dopo la guerra, non ha mai avuto una pace.”.

BIGLIETTO POSTO UNICO 7 euro
CAPIENZA LIMITATA
I biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro Metastasio a partire da venerdì 4 settembre (dal lunedì al sabato in orario 9.30/12.30 e 16.00/19.00).

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