“Fino a 18 anni tutti scrivono poesie. Dopo quell’età, solo due tipi di persone continuano a farlo: i poeti e i cretini”. Lo diceva Benedetto Croce. Roberto Balò, fiorentino di nascita ma pratese da quasi vent’anni, non è un cretino. E’ un francesista, un insegnante, un imprenditore della cultura, ma soprattutto – non a tempo perso ma proprio in quel raro tempo che rimane dagli affanni quotidiani – un autore di parole alla sua ottava raccolta. Otto produzioni centellinate nell’arco di ventitre anni, non proprio una produzione bulimica.

La poesia ha bisogno di tempo, spazio, decantazione mentale. Diffidate da quelli che sfornano poesie a raffica, rientrano nella seconda delle categorie crociane. L’ultima raccolta – tutte quante figlie di autoproduzione semiclandestina, per le quali ha una propria casa editrice, la Iskretiae edizioni – si chiama “Cartografie”: sono 55 poesie stampate su fogli colorati e verrà presentata presso Mondadori Bookstore (Piazza San Marco 39/5, accanto all’Opificio JM) venerdì prossimo 18 settembre alle ore 18:00. Franco Casaglieri presenterà l’opera e farà gli onori di casa, e con l’occasione presenterà anche “Libri a pedale”, libreria ambulante su due ruote condotta a mano da lui stesso.

Le Cartografie sono un gioco poetico che ha i suoi riferimenti nella letteratura di viaggio – emotiva, piu che da manuale – e in quella della memoria. Proust e Blaise Cendrars, ma anche Philip K. Dick, col suo chiedersi cos’è reale, o meglio, dov’è il reale. Tutti i componimenti partono da un luogo geografico per poi diventare luogo del ricordo.

Un pensiero voluto, non casuale, un ripescare nella memoria un luogo geografico in cui siamo stati e tracciare in versi cosa questo luogo ha lasciato sedimentare. Un gioco letterario che indaga per immagini su come la memoria cambia il passato e trasforma il presente. E questo gioco fatto letteratura abbraccia ogni latitudine (messico, spagna, grecia, cuba) ma parte proprio – nella sua concezione – con un blocco di poesie dedicate a luoghi pratesi.

Luoghi del ricordo, dove le vie della città si tingono della Las Vegas dei disperati (piazza ciardi) e della soffitte di Parigi (via curtatone). Però, dove Roberto Balò riesce maggiormente sono quelle dove l’amarezza più spiazzante ha il sopravvento su tutte le possibili emozioni, come in “via mazzoni” (reclusi della pratesità / allevati a sedani e cantuccini / in un crescendo di aperitivi / delusi esuli di periferia / s’affannano sugli sgabelli / ognuno ha l’orgoglio che si merita) o “via pistoiese” (c’è una piazza a un certo punto / che è un parcheggio / e ci sono i pesci vivi / puoi andare in banca o al ristorante / comprare una bici rubata / o morire di tristezza).

L’opera si troverà in distribuzione presso la libreria Mondadori, o si può scaricare dal blog di Roberto Balò, La perdita del tempo.

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