Un laboratorio di liuteria in centro storico, a due passi dalla scuola di musica Verdi.
Una nuova bottega artigiana sta per aprire in centro storico: il tutto acquista ancor più valore se a farlo è un 32enne, che da Milano ha deciso di trasferire la sua attività a Prato.

leo binetti 2Leo Binetti è un giovane artigiano di origine pugliese, diplomato alla scuola di liuteria di Milano in costruzione di strumenti a pizzico e specializza in restauro di strumenti antichi a pizzico: “ho deciso di fare questo mestiere perché volevo imparare – racconta Leo – un lavoro che potesse coinvolgere alcune mie passioni: l’artigianato, il lavoro manuale e la musica. Sono partito dal mio paesino in Puglia per Milano, con l’idea di specializzarmi in strumenti moderni, chitarre elettriche e compagnia bella, ma col tempo studiando mi sono appassionato agli antichi”.

Leo oggi è specializzato in chitarre barocche e strumenti a corda che vanno dal periodo classico, rinascimentale, romantico e barocco: liuti, mandolini, chitarre barocche, romantiche e classiche del 900. Ha lavorato negli anni con diversi liutai lombardi prima di mettersi in proprio tra cui Bob Van de Kerckhove, Federico Gabrielli, Lorenzo Frignani, e collaborato con Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano e BODE Music Gear. “Il mio lavoro è una nicchia all’interno di un settore di nicchia, ne sono consapevole, ma che comunque ha un suo mercato specialistico: i miei prodotti sono quasi esclusivamente fatti a mano, utilizzo pochissimo le macchine per scelta, perché mi piace così. I clienti arrivano a ordinare le mie chitarre quasi sempre attraverso il passaparola tra musicisti o la rete”.

Perché ha scelto Prato per trasferire la sua attività? Per amore. “Qualche anno fa ho conosciuto Chiara, che abita e lavora qui a Prato. Abbiamo pensato che anche se il mio è un lavoro complicato, perché ha bisogno di tanta strumentazione, è una professione talmente di nicchia che la potrei fare in qualsiasi città e quindi ho deciso di venire ad abitare qui. Prato poi è una città strategica perché nel centro Italia non esistono grandi liutai specializzati in questo tipo di strumenti, oltre ad essere una città ben collegata al resto d’Italia”.

Oltre a costruire strumenti antichi, il laboratorio di Leo Binetti in via San Jacopo 9 che sarà attivo da metà novembre, fornirà servizi di riparazioni per qualsiasi chitarra, classica, acustica e elettrica, o violino: “mi sto specializzando per poter diventare punto di riferimento per la scuola qui vicino e tutti i musicisti della zona, non posso certo sperare che le persone mi vengano a trovare da sole, oggi questo mestiere pretende che ci si ingegni in altre cose, oltre alla creazione di strumenti”.

Come si ordina una chitarra barocca? Mentre in un negozio di strumenti musicali è semplice provare tutti gli strumenti che il cliente desidera, quando si parla di artigianato musicale la cosa si complica: “solitamente – racconta Leo – prima di acquistare uno strumento del genere, i musicisti ci pensano due volte, perché è un investimento importante. Quindi è sempre bene per un liutaio emergente come me, che non gode di fama nazionale, avere uno strumento pronto, per farlo provare al possibile cliente e potergli mostrare la qualità e il suono: nell’ultimo anno, fortunatamente, ho avuto molto da lavorare e non ho potuto, ma con finito il trasferimento spero di poter creare una gamma di strumenti miei da far vedere”.

Binetti si è classificato primo trai vincitori del nuovo bando che il Comune di Prato ha realizzato per sostenere le nuove attività in centro storico. Un laboratorio di artigiano tra tanti nuovi locali: una leggera controtendenza nel panorama pratese. Ma perché oggi un 32enne si mette a fare chitarre a mano? “Questo è un mestiere che se ti piace e hai passione, è difficile pensare di poterne fare un altro, secondo me. Magari non darà nell’immediato soddisfazioni economiche esagerate, però ti dà un altro tipo di soddisfazioni, ben più grandi a mio parere, che mi permettono di alzarmi la mattina e chiudermi fino a tarda notte a lavorare”.

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