Gli scenari post apocalittici rappresentati al cinema o in televisione sono benzina che alimenta paure e desideri di intere generazioni: mondi fantasy alternativi e malvagi, nei quali il Frodo di turno morirebbe dopo mezz’ora, perché al posto della magia impera la legge del più forte, pronto a tutto per sopravvivere fra gli scarti di civiltà polverizzate. Paura della morte, ma anche desiderio di libertà dalle sovrastrutture castranti della società odierna, accompagnano lo spettatore di avventure epiche in cui abbondano i punk, ma anche le modelle di quaranta chili con la canottiera, più resistenti dei cinghiali, evidentemente.

Queste sono le eredità di storie memorabili come quella di Ken Shiro, che ci aveva promesso l’olocausto nucleare prima dell’anno 2000, o la fuga di Kurt Russell dalla New York impazzita di un ipotetico e distopico 1997, ad esempio. Niente di tutto ciò si è concretizzato nei tempi descritti, neppure l’egemonia delle macchine di Terminator, quindi per vivere tali atmosfere è per me imperativo partecipare alla Nuit De Sade a tema War Boys, personaggi protagonisti dell’ultimo capitolo della saga più significante per questo genere, quella di Mad Max. ‘Fury Road’ è apparso subito come un nuovo cult, e gli organizzatori della Nuit De Sade non hanno certo perso l’occasione di organizzare uno dei loro super party a tema, come usano fare da una quindicina d’anni. Ogni evento della “Nuit” è qualcosa di unico e irripetibile, perché trasporta in atmosfere eccentriche e trasgressive, anche estreme, sempre diverse, grazie all’attenzione data all’estetica, allo stile e naturalmente alla musica, sempre all’avanguardia. Quale albergo migliore può ospitare tutto ciò se non l’Exenzia, ormai partner stabile di queste serate particolari?
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Le aspettative sono altissime, perché gli allestimenti sono curati dalla Mutoid Waste Co., famosa compagnia di scultori e performer nata in Inghilterra, ma di stanza in Romagna dagli anni ’90, a Mutonia, un luogo in cui elementi di scenari post apocalittici prendono davvero vita grazie all’arte del recupero di scarti, assemblati in nuove forme e mezzi. ‘Livingstone’ e ‘Fly’ sono i nomi delle sculture che dominano il palco, svuotato per una volta dagli strumenti musicali, ma pieno della fantasia dello scultore Lupan, che contribuisce con le sue opere bizzarre e imponenti ad arricchire la suggestione dark della serata.

Le due sale sono state ribattezzate per l’occasione ‘Gas Town‘ e ‘The Citadel‘, proprio come i luoghi del film, nelle quali scorrono a volumi post atomici ritmi hard dance, electro industrial, EBM, ma anche post punk, darkwave, synth pop, tanto che al momento del mio arrivo sta girando un pezzo di FKA Twigs. Proprio niente male per Prato, che ciclicamente riesce a porsi su un livello superiore riguardo all’offerta del divertimento di qualità, e no, non sto parlando della rinomata scena dell’eroina presente sul territorio. Stavolta il merito va all’Exenzia e a B-Tubes , gran cerimoniere della Nuit, che girando per il locale spruzza del cromo alimentare sui denti delle War Girls e dei War Boys giunti in massa.

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“Mi sembra di aver fatto un pompino ad una marmitta”, sento dire da una ragazza che è appena stata investita dallo spray argenteo in bocca, proprio come nel film i Figli della Guerra prima di morire, al grido “Ammiratemi!”. I partecipanti alla festa contribuiscono all’atmosfera sfoggiando costumi a tema, da guerrieri sporchi e bastardi con immancabili occhiali da saldatore e maschere antigas, tanto che sembra quasi un raduno di cosplayer, ma con molto più alcol in circolazione. Questo fa sì che ci siano anche uomini con la buzza in mostra, ma è trascurabilissimo in confronto a ciò che mostrano le tantissime War Girls, come potrà sicuramente testimoniare un tipo che in pista, fra una strobo e l’altra, sembrava Bossetti.

Poi all’improvviso, come un’esplosione, ecco la svolta della serata: da un angolo del locale giungono rumori di un motore a scoppio, fumo, odore di scarico e gasolio bruciato. Led, e vampate di fuoco illuminano adesso l’Exenzia, perché si è messo in moto LRRY, una bestia meccanica imponente e minacciosa, munita di zampe e ruote, pezzo d’arte della Mutoid Waste. Lyle il Meccanomante lo guida fra la folla incitando alla guerra, facendo sputare fuoco alla macchina. È il clou della serata, una sfilata impazzita che arriva fino fuori dalle porte del locale, per poi rientrarci, fra sgassate ed urla. Mi vengono in mente i concetti di Cronenberg, della fusione fra uomo e macchina, ma soprattutto, prepotentemente, l’estetica di Mad Max. Un quarto d’ora che rende questa serata immortale, perché mai più potrò assistere ad un delirio del genere, ad un carnevale nero come il petrolio, terrorizzante ed esaltante allo stesso tempo.

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Adesso l’aria è densa di fumo come quello di cento stecche di sigarette fumate insieme, ma Sirchia, nella sua legge, non aveva pensato di vietare i motori a scoppio nei club, quindi lasciateci respirare fino all’alba l’Apocalisse di questa Notte.

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