emergency

Nell’ex Chiesa di San Giovanni, martedì 15, si parlerà di diritti – d’asilo, umani, universali – e lo si farà con la presidente di una delle Ong più concrete e coraggiose d’Italia: Cecilia Strada, presidente di Emergency, figlia di Gino Strada, il carismatico chirurgo di guerra, e di Teresa Sarti, la bella Tere dai capelli rossi, anima dell’associazione, adorata dalle centinaia di volontari e paladine di molte battaglie giuste, scomparsa ormai 6 anni fa. Furono Gino e Teresa a fondare a Milano 20 anni fa quest’associazione umanitaria che cura le vittime della guerra e della povertà con il fine di diffondere una cultura di pace ripudiando ogni forma di conflitto.

E da quel 15 maggio 1994 di cose Emergency ne ha fatte, tante in tanti paesi, Italia compresa. In Afghanistan, Iraq, Libia, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Algeria, Angola, Cambogia, Nicaragua, Palestina, Ruanda, Serbia e Sri Lanka, ha campeggiato o continua a campeggiare quella E rossa su sfondo bianco che ormai è entrata nella testa di tutti quale sinonimo di cure gratuite di altissimo livello a chiunque ne abbia bisogno, indistintamente. Sì perché Emergency è i suoi ospedali, i centri di primo soccorso, i centri di maternità, i centri di riabilitazione, i poliambulatori sparsi per il mondo, ma è anche gli autobus itineranti attrezzati per essere vere e proprie cliniche mobili che battono il territorio italiano in largo e in lungo per garantire il rispetto del diritto a essere curati sancito dalla nostra Costituzione e molto spesso calpestato.

Insieme a Cecilia, però, ci sarà anche Christian Elia, reporter e inviato, condirettore del magazine di esteri, cultura e diritti Q Code Magazine e per dieci anni uno dei redattori di punta di Peacereporter, il giornale online che Emergency fondò assieme alla Misna nel 2003 per diffondere la cultura di pace raccontando la guerra e i conflitti dimenticati. Christian in questi anni ha scritto tantissimi reportage da molti paesi del mondo, ma in particolare ha viaggiato tanto in Medioriente e nei Balcani. Affrontare insieme a lui e a Cecilia tematiche quali il diritto d’asilo, le migrazioni, la guerra in Siria, il terrorismo, l’Is sarà costruttivo e istruttivo. Proveremo a indagare sui perché di una crisi estera tanto profonda, chiariremo coinvolgimenti e ruoli, inquadreremo il dramma umano delle migliaia di migranti destinati alla morte e all’oblio e tenteremo di capire se esiste e quale sia il ruolo che noi semplici cittadini potremmo giocare per ribaltare le regole e riscrivere la storia. Importante sarà anche la testimonianza di Francesca Materozzi, la responsabile immigrazione di Arci Prato, che da sempre lavora nell’accoglienza dei profughi.

Inizieremo alle 19:30 con un aperitivo per conoscersi e poi continueremo con il dibattito vero e proprio alle 21. Sarà un confronto aperto e diretto in cui tutti potremo dire la nostra e confrontarci.

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