La canzone d’autore di Mauro Ermanno Giovanardi è approdata al Metastasio ieri sera. Una canzone d’autore sui generis, ben consapevole di tutto ciò che l’ha preceduta e che in quel solco continua rinnovandosi e reinventandosi.

Dopo un tour accompagnato solo dagli ukuleli dei Sinfonico Honolulu, stavolta la voce di Giò è accompagnata da un classico chitarra basso batteria che indugia su atmosfere tra David Lynch e il tex-mex. Giochino e atmosfera interessante per alcuni pezzi (vedi la rilettura desertica di Nera Signora), ma che alla lunga rischia un po’ di ripetersi.

La scaletta era quasi completamente incentrata sull’ultimo album, con qualche incursione di vent’anni indietro (la già citata Nera Signora, ma anche L’uomo che non hai e Come ogni volta, dagli indimenticati La Crus) e alcune cover, che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, le eccelse qualità di interprete di Giovanardi. Stavolta è stata la volta di Storia d’Amore di Celentano, di Bang Bang (Dalida / Equipe 84, ancora una volta il tex mex che ritorna) e soprattutto la sua versione di “Il tuo stile” di Leo Ferrè, assoluta punta della serata.

Niente Tenco, niente Ciampi, niente Fossati. Peccato, le avrei ascoltate volentieri.

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