La prima domanda è perchè? Perchè un altro film sulla morte di Pasolini laddove pure Abel Ferrara, con il pur interessante Pasolini, aveva comunque consegnato un film confuso e a tratti pure francamente brutto. Perchè un nuovo volto per Pasolini, Massimo Ranieri, laddove Dafoe era il punto di forza del film di Ferrara, perfetto in un mimetismo interiore insolito? LA MACCHINAZIONE non ha senso. E laddove lo cerca lo fa in modo imbarazzante o al massimo didascalico. Basterebbe un momento: il flashforward moralista sui ragazzi con lo smartphone in mano che accompagna la morte di Pasolini. Terribile.

La seconda domanda è perchè un BATMAN VS SUPERMAN? Sull’uomo pipistrello era già stato detto tutto quello che era da dire, in chiave fumettistica (Burton) come in chiave seriosa (Nolan), Superman non ha mai funzionato al cinema. Hollywood ci butta una barcata di soldi, affida l’operazione a Snyder, che pure aveva toppato al botteghino con l’interminabile, esagerato, per certi versi avanguardistico Watchmen. La nuova mattonata dura due ore e mezzo, di cui un’ora e mezzo, per fortuna, di mazzate. Ben Affleck sorprendentemente funziona, anche se avremmo voluto una Wonderwoman più erotica. Snyder tenta un mix tra cinema fumettistico e realismo pomposo. Cacatone apocalittico come ha scritto qualcuno? Capolavoro? La verità sta, per una volta, nel mezzo.

Massimo Gaudioso è sceneggiatore che si divide tra il lavoro con gli autori (Garrone, Ciprì) e i marchettoni di lusso per Cattleya. UN PAESE QUASI PERFETTO è uno di questi e lo firma pure da regista. Remake di un successo canadese è una sorta di replica ancora in chiave favolistica del format di successo Benvenuti a Sud, con Fabio Volo che fa il chirurgo, arriva in un paesino delle Dolomiti, si innamora di Miriam Leone e ha a che fare con tutta una serie di personaggi fuori da ogni realtà, che sembrano usciti da un film rosa del dopoguerra,tra molte gag che dovrebbero essere divertenti. Rimane solo da vedere se sarà un successo o se il pubblico si è finalmente stufato.

Va meglio con IL CONDOMINIO DEI CUORI INFRANTI, commedia piccola, surreale, garbata, con un bel cast (Huppert, Pitt, Bruni Tedeschi). E soprattutto originale.

Per le famiglie c’è HEIDI. Tutti sono pettinatissimi come nelle ultime produzioni europee alla Belle & Sebastien – pure il nonno interpretato da Bruno Ganz – ma il film, molto fedele al romanzo originario del 1880, è meglio del previsto.

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