mostra fotografica

Il Dragone al 1° Maggio, una mostra fotografica di Marco Saielli da oggi, 26 aprile, all’8 maggio nella sala ovale della provincia. Un lavoro originale e di grande valore artistico, frutto di un gioco di tecnica e cuore: una sequenza d’immagini in bianco e nero scattate in digitale durante la festa del Capodanno cinese, alla quale Saielli ne ha poi sovrapposta un’altra frutto degli scatti fatti durante le manifestazioni della festa dei lavoratori. Il risultato? Una terza sequenza, espressione di emozioni accavallate dal risultato armonico e appassionante, ma sempre positivo e costruttivo.

“Ho usato il medesimo rullino – spiega il fotografo – per sovrapporre due mondi apparentemente lontani, ossia quello cinese contrapposto a quello del lavoro degno nel rispetto dei diritti, con l’auspicio che inizino presto a coincidere”. E di intreccio artistico quale veicolo di un messaggio preciso di conquiste sociali e sindacali parla anche il vicesindaco, Simone Faggi, che ha sposato da subito l’iniziativa di Saielli. “Il significato politico e sociale di una mostra del genere sta tutto qui, nell’attenzione imprescindibile alle conquiste sociali da trasmettere a tutti senza distinzioni. Le lotte sindacali per un lavoro degno sono fondamentali per tutti”.

E infatti ad aver patrocinato l’iniziativa, oltre al Comune, sono le sezioni locali dei tre principali sindacati: Cgil, Cisl e Uil.
“Una mostra che oltre all’enorme valore artistico, invita a gettare ponti, a dialogare”, ha commentato Rodolfo Zanieri della Uil. “Dobbiamo uscire dalla logica di essere comunità parallele – – ha quindi precisato Bellandi della Cisl -. Uniamoci in nome della legalità, dei diritti e della dignità”. Stessi toni per Giancarlo Targioni della Cgil: “Prato è sempre stata una città accogliente in cui chiunque sia venuto ha trovato lavoro e una vita degna. E foto come queste lo raccontano alla perfezione. C’è voluto una tragedia quale quella dei 7 operai cinesi morti al Macrolotto per iniziare a rompere le barriere fra noi e loro. E adesso infatti si respira più vicinanza, più contaminazione. Siamo due popoli diversi, ma contrapposti”.

Stasera, martedì 26 aprile, alle 18 ci sarà l’inaugurazione, aperta a tutti. La mostra sarà aperta con ingresso gratuito fino all’8 maggio nella sala ovale di Palazzo Buonamici dalle 10 alle 19 ogni giorno.

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