“Dammi un bacino!”, “La mortadella è comunista”, la favolosa canzone “Giulia” come colonna sonora: non diciamo il falso se affermiamo che “Caruso Pascoski (di Padre Polacco)” una delle migliori pellicole realizzate da Francesco Nuti come regista. Una delle meglio riuscite, una di quelle che ha segnato il cinema della commedia romantiche italiane degli ultimi 30 anni.

Ed è proprio con “Caruso Pascoski (di Padre Polacco)” che prosegue la rassegna dedicata a Francesco Nuti al Terminale, martedì 24 maggio alle ore 21 (ingresso libero). Il film sarà presentato da Alessandro Petrocelli, attore/spalla di Nuti all’interno del film.

La trama

Caruso Pascoski, un giovane psicanalista, comincia ad ubriacarsi e a dare in stranezze, in studio e per strada nella sua Firenze, quando Giulia, la moglie, l’abbandona. Abituato com’è a risolvere i nodi esistenziali dei propri clienti, il perchè senza giustificazioni di quell’addio lo sconvolge, tanto più che ama Giulia fin dall’infanzia. Separatisi davanti al Magistrato, Caruso apprende che lei si è messa con un altro – Edoardo Mariotti – il quale è un suo paziente di lunga data, omosessuale latente. Caruso Pascoski decide allora di diventare l’amante della moglie, dandole furtivi appuntamenti nei cinema e vestendo perfino panni femminili. Tutto per riprendersela, anche perchè lei ha fatto con Edoardo esperienze deludenti. Questi, che non ha il coraggio di riconoscere la propria diversità, verrà convinto dallo psicanalista che, dopo aver invitato il cliente a vivere serenamente la propria condizione, si vedrà fatto oggetto delle sue attenzioni. Giulia ritorna a casa, dove c’è un vispo bambino di cui occuparsi.

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