850 – i grammi di hashish trovati nelle case di due giovani operai, insospettabili italiani incensurati della Valbisenzio. Una zona che ultimamente salta fuori sempre più spesso quando si parla di spacciatori e che proprio ieri ha visto sette perquisizioni nelle case di altrettanti giovani.

119 – i giorni che mancano alla grande apertura del nuovo Centro Pecci, il cui progetto è stato presentato in settimana alla fiera di Basilea per invitare i giornalisti stranieri.

50 – circa le persone che hanno firmato un documento con il quale prendono le distanze dall’attuale gestione del giardino della Passerella che, affidata tramite bando alla cooperativa Eccoci, propone tra le altre cose aperitivi, ristorazione e serate musicali. Dicono, in sostanza, che il Comune ha disatteso le aspettative e anche le promesse legate al giardino come spazio destinato ai bambini. L’assessore Filippo Alessi ha però spiegato che c’è un bando attivo e che il bando prevede questo tipo di iniziative sicché non ci si può far niente. Poi quando scade si vedrà. Successivamente Fabio Mattiuz, rappresentante dei cosiddetti “genitori della passerella”, anche loro tra i partecipanti all’opera di riqualifica, è intervenuto dicendo in sostanza “ingiusto criticare, sempre meglio così che come prima”. Ma quella dei “cinquanta”, oltre a una critica, è sembrata soprattutto una manifestazione di profonda delusione.

7 – i giorni di carcere, poi commutati in 1.750 euro di multa, affibbiati a uno dei titolari dei Frari, locale di via Garibaldi che si è beccato pure la condanna penale dopo quella amministrativa dello scorso anno per lo sforamento di decibel durante la notte. E’ il bello della movida, per la quale vedremo se Prato sarà pronta, e della legge italiana, che andrebbe rispettata.

6 – i mesi che mancano al Tribunale di Prato per andare in default se da Roma qualcuno non interverrà prima. Lo dice il presidente Pisano con grande amarezza.

3 – giorni, come la durata di EatPrato, kermesse dedicata alle specialità gastronomiche pratesi che si concluderà stasera. Un tipo di manifestazione di cui Prato ha bisogno e su cui deve puntare con convinzione, ma forse con altre modalità e in una piazza diversa da quella del Comune. Quel tendone incastrato come un fumetto tra la statua del Datini e l’edificio più bello di Prato, Palazzo Pretorio, è proprio un cazzotto alla valorizzazione delle bellezze culturali della città.

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