La stagione dell’orrore viene e va.
Con l’avvicinarsi dell’Estate arrivano abitualmente in sala gli horror di fine stagione.
Le ragioni sono molteplici; la più evidente è che l’horror è un genere poco redditizio per il mercato italiano relegato ai margini della programmazione.
E l’Estate diventa però, per gli appassionati di horror che restano in città, un serbatoio di titoli gustosi.
Quest’anno va meglio del solito, perché, anche grazie a case di distribuzione come la Midnight Factory, la qualità dei titoli è decisamente sopra la media.
Ve ne segnaliamo quattro.

A GIRL WALKS HOME ALONE AT NIGHT, uscito questa settimana, anche conosciuto come “quel film con la vampira col chador in Iran”. Ok, il film è girato in California, ma la regista, la promettente Ana Lili Amirpour, è iraniana e la bellissima protagonista come quasi tutti i protagonisti hanno quelle origini.
Più che un horror puro è una storia d’amore bizzarra e sognante, che deve molto a Jarmusch (il bianco e nero indie) come alla nouvelle vague (la maglia a righe e il caschetto), rimanendo un po’ in superficie senza osare il melodramma (Sofia Coppola rules) e concedendosi aperture arty/hipster tra ralenti e musica electro (Sofia Coppola rules, again).
Ma dalla sua ha grandi numeri visionari (la vampira sullo skate, tra le migliori scene recenti), una bella atmosfera tesa e una sua coerente originalità.

IT FOLLOWS, dal 6 luglio, è insieme a Babadook il titolo horror più citato dagli appassionati negli ultimi anni. Arriva finalmente con un bel po’ di ritardo anche da noi. E’ un frullato divertente e citazionista che unisce il concept contagioso/mortale/paranoico alla Final Destination con l’horror anni 80 – Carpenter su tutti, richiamato anche dalla fenomenale colonna sonora synth-oriented. Grande senso del ritmo e del racconto – specie nella prima parte, tesissima – per un film che risente in alcuni momenti del basso budget (qualche effetto in CGI discutibile nella scena sulla spiaggia), ma potrebbe diventare un franchising di successo – non in Italia ovviamente. Da vedere.

GOODNIGHT MOMMY, in sala dal 26 luglio, è austriaco e autoriale, il titolo più duro del lotto, distaccato e crudele, girato non a caso dalla moglie del regista di Canicula (Ulrich Seidl, che produce). Per gran parte del film, claustrofobico, girato quasi in un’unica location, siamo dalle parti di un Haneke meno rigoroso, con due limiti: l’impianto psicologico debole, il meccanismo troppo chiaro, da subito, didascalico. Poi arrivano – finalmente – le mazzate nei denti con una quindicina di minuti di torture ai limiti del sostenibile, visionarie e surreali. Ha i limiti programmatici del film da festival, ma vale il prezzo del biglietto.

Il 18 agosto arriva l’horror migliore dell’anno, THE WITCH. Rigoroso, con un occhio persino al Dreyer ossessionato dalla fede, dilatato, con una bella fotografia naturale e un gusto pittorico per l’inquadratura, solido, seppur girato da un esordiente, è una storia di stregoneria ambientata nel New England , ispirata ai processi dell’epoca, con un gran lavoro di ricerca iconografica e dialogica. Ed è assolutamente credibile come scavo psicologico in una famiglia in cui la repressione sessuale è tangibile e l’ossessione religiosa presente in ogni singola parola pronunciata, anche se la componente fantastica è ben presente – pronta a farsi incubo e a incarnarsi nel caprone di turno – e culmina in un finale che guarda al grande cinema horror anni 70 inglese o alle coeve orge sataniche di Rob Zombie. Imperdibile.

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