The Goldstone Deep Space Communications Complex - California - via Wikipedia

I radiotelescopi e la ricerca di vita extraterrestre. Tornano gli incontri di “Caffè Scienza” (martedì 28 marzo, ore 21) a Officina Giovani con una approfondimento dedicato proprio agli strumenti con cui l’uomo indaga i segnali radio nel cielo.

Sarà Stelio Montebugnoli (Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Medicina (Bologna) a spiegare come “lo sviluppo delle tecnologie necessarie per lo studio radio del cielo – si legge nella presentazione – ha prodotto potenti strumenti per la ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri e per lo studio di fenomeni atmosferici” e ad illustrare il programma SETI  (Search for Extraterrestrial Intelligence).

L’incontro servirà a spiegare come “l’uso di queste tecnologie radio” sia stato impiegato per studiare i “misteriosi globi luminosi che dagli anni ‘80 saltuariamente appaiono nella remota valle norvegese di Hessdalen”.

Le “luci di Hessdalen”, si legge sul sito del Cicap, sono “fenomeni di luce dalla forma generalmente sferica e di colori svariati, prevalentemente bianco e rosso, caratterizzate da pulsazioni irregolari a volte di lunga durata. Hanno la caratteristica di apparire sia in cielo (con distribuzione omogenea), che in prossimità del terreno e con una traiettoria a scatti: appaiono in un punto, si spengono di colpo come con un interruttore, e poi riappaiono in un altro punto. L’apparizione dei fenomeni luminosi è spesso associata a perturbazioni del campo magnetico”.

Modera il fisico Andrea Lazzareschi Sergiusti.

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