Foto di Alessandra Capra

Comincia Daydreaming e ti rendi conto che i Radiohead guardano luoghi che gli altri non vedono e che i loro oggi e i loro qui non devono proprio essere come i nostri, no.

Poi ci sono questi cortocircuiti/brividi (Lucky/Pyramid Song il primo) che aprono una connessione bidirezionale e tutto pare schiarirsi. Intravedi scorci e sfumature di questo loro universo decolorato e purissimo e lo riconosci subito come vivo, vivissimo e nostro. Ma loro lo sanno: un brano dura troppo poco per riuscire a imprigionarlo e a sistemarlo davvero. Così il processo ricomincia da capo in una proposta continua di metriche e melodie che ti vagano nel petto, eludono tutti i controlli e ti portano ogni volta più vicino. Più vicino a cosa è tutto da vedere, perché poi ognuno ci mette del suo secondo natura, cuore e cultura.

Ieri sera alla Visarno Arena, Thom Yorke e compagni sono tornati a declinare l’evoluzione del loro mondo negli ultimi vent’anni con una scaletta tesissima. Librandosi sulle teste con “Let Down” e smuovendo le viscere di tutti con l’accoppiata Arpeggi/Idioteque, hanno poi fermato l’aria con “Exit Music for a film”. E sì, “There There”, “Paranoid Android” e “Street Spirit” sono tra loro lontane nel tempo ma sono tre linee sovrapposte di quello stesso paesaggio che ha avuto un ultimo movimento tellurico con “Lotus Flower”. Prima di scivolare al suo nuovo posto con la struggente “Fake Plastic Trees”, vero finale di serata, perché “Karma Police” è un omaggio al pubblico che Yorke torna pure sul palco per far cantare a tutti.

Ce ne andiamo frastornati. Forse abbiamo assistito alla colonna sonora di un futuro distopico fatto di metropoli di cemento crepato, di solitudini siderali, di sotterranei brulicanti d’ombre e di lamenti. Ma se davvero fosse così, la voce di Thom Yorke non ne sarebbe solo il lancinante e malinconico narratore. Sarebbe anche l’unico strumento capace di scavare e di risvegliare l’ultimo briciolo d’umanità rimasto nel cuore di molti, e farla brillare di nuovo.

La Visarno Arena

La Visarno Arena è un luogo bellissimo per la musica. Ci si arriva senza problemi e il viale delle Cascine da percorrere a piedi è davvero piacevole. Dentro, si è sentito pure bene. Adesso basta raddoppiare i punti token e i baracchini per la vendita di bibite e panini e sarà un luogo perfetto. Perché due ore per prendere una birra sono troppe per chiunque, ma lo sono ancora di più per chi arriva con l’unico obiettivo di godersi una serata  di grande musica.

Foto Marco Mannucci

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