Da Prato a New York la strada non è esattamente poca, ma una chitarra può aiutare ad accorciare le distanze. È quello che è successo al musicista pratese Edwin Lucchesi, la cui composizione ispirata alle “Città Invisibili” di Italo Calvino, chiamata appunto “Invisible Cities”, è stata scelta per essere suonata il prossimo 4 dicembre dall’Orchestra dell’Università di New York al “Loewe Theatre di Manhattan”.

Edwin Lucchesi è un chitarrista pratese, performer e produttore: ha iniziato a suonare la chitarra ormai più di vent’anni fa, fra band emergenti e festival underground, e si è laureato in chitarra classica col massimo dei voti con una tesi su Giacinto Scelsi “criticato da molti “accademici” come una sorta di dilettante – spiega Edwin –  e blasonato da molti artisti underground come il progenitore della Drone Music“.

Ha suonato in veste di chitarrista con l’Orchestra Boccherini di Lucca per l’esecuzione delle colonne sonore dei film di David Lynch al Lucca Film Festival, fa parte dei Rockin’ 1000 e della band pratese psichedelica e shoegaze Nuur, ha composto colonne sonore per documentari e spettacoli teatrali e alcuni dei suoi ispiratori sono chitarristi come David Torn, Marc Ribot, Eyvind Aarset e Fred Firth, tutti musicisti che hanno fatto della sperimentazione sonora un cavallo di battaglia.

Il suo modo eclettico di suonare l’ha portato alla fine a studiare “Musica e nuove tecnologie” a Firenze, e proprio da lì è arrivata l’occasione di presentare “una composizione elettroacustica con la quale poteva esibirsi l’ensemble della New York University condotta dal virtuoso Esther Lamneck – spiega Edwin Lucchesi –  Sono stati presentati 33 lavori da tutto il mondo e su questi il mio è risultato idoneo assieme ad altri 7 lavori di altri miei colleghi!”.

Quello che ha presentato è stato creato appositamente per poter suonare suggestivo nella location dove sarà eseguito: il Loewe theatre di Manhattan: “Ho presentato un lavoro sulle Città Invisibili di Italo Calvino – continua Edwin –  Argia, Zemrude e Valdrada. Su questi tre testi le voci narranti di Massimo Bonechi e Giulia Aiazzi vengono modificate a tal punto da risultare quasi incomprensibili, formando assieme ad altri suoni registrati e poi manipolati, come il canto di alcuni uccelli, il suono di una macchina che sfreccia dal ciglio della strada offuscata da dei filtri, un pianista che suona un tema popolare della sua terra spezzettata in sintesi granulare, gocce d’acqua che cadono sul cruscotto della macchina lasciati echeggiare da riverberi a convoluzione e tanti altri, un paesaggio sonoro invisibile agli occhi ma presente all’ensemble”.

Qui potete ascoltare la composizione che ha porterà Edwin Lucchesi a New York.

Qui invece Edwin Lucchesi sul palco insieme ai Nuur.

 

 

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