Sempre più persone, di entrambi i sessi e di ogni età, si stanno avvicinando alla camminata in montagna; una più diffusa sensibilità ambientale ed un accresciuto interesse per il proprio benessere psico-fisico, stanno infatti spingendo un numero crescente di escursionisti anche sulle montagne della nostra provincia.

Abbiamo perciò pensato di compilare una piccola guida a puntate, allo scopo di fornire a tutti gli aspiranti trekkers pratesi e non, una serie di informazioni che potranno talvolta apparire scontate, ma che si riveleranno estremamente utili, e quindi assolutamente da tenere bene a mente quando si progetta una camminata e quando ci si avventura in territorio montano.

Iniziamo però con una breve presentazione: questa serie di articoli è curata dalla sezione pratese del Club Alpino Italiano, fondata nel 1885 da Emilio Bertini, ed alla cui memoria è intitolata. Il nostro concittadino, nato a Prato nel 1836 e morto nel 1886, fu tra i primi ad approfondire e divulgare la consocenza delle nostre montagne, e lo si può considerare a buon titolo il primo autore di una guida per gli escursionisti pratesi, che scrisse nel 1881 ed intitolò ”Guida della val di Bisenzio (Appennino di Montepiano)”.

Dai tempi pioneristici del Bertini molte cose sono cambiate; ad oggi anche la nostra provincia gode di una rete sentieristica capillare e ben curata che permette a ciascuno di girare in lungo e largo la nostra porzione di Appennino, raggiungendo le cime più elevate e iniziando a camminare comodamente dalla città o dagli altri centri abitati. A questo punto non resta che mettersi lo zaino sulle spalle e partire.

Prossime uscite con il CAI Prato

3-5 Novembre, tappe conclusive della Via Francigena da Capranica a piazza San Pietro a Roma;
12 Novembre, ”Sui sentieri della Memoria”, edizione n° XI;

Per informazioni ed iscrizioni visitare il nostro sito www.caiprato.it

4 Commenti

  1. Se posso suggerire, io ho una grossa curiosità che mi piacerebbe vedere soddisfatta: che può fare un escursionista quando si trova a tu per tu con un cane pastore aggressivo? È da anni che la zona tra Cavagliano e Case al Piano è “off limits” se così si può dire, o perlomeno comporta un rischio non trascurabile di trovarsi faccia a faccia con uno o più cani pastore privi di supervisione umana, che più di una volta hanno azzannato il malcapitato escursionista. È una situazione che si può risolvere, almeno nel lungo periodo? Si può coinvolgere la polizia? Bisogna rassegnarsi e accettarla? Qual è il comportamento da tenere di fronte al cane in modo da evitare di dover poi andare al pronto soccorso?

  2. In linea di massima in caso di incontri con cani aggressivi mantenere la calma ed indietreggiare senza dare mai le spalle all’animale, urlare e brandire un sasso facendo l’atto di scagliarlo verso il cane e se necessario tirarlo, farsi scudo con bastoni e bastoncini. Se siamo in bici farsi scudo con la stessa e retrocedere. Eventualmente segnalare l’accaduto alle autorità.

  3. La presenza di “quei” cani è ormai risaputa , anche alle forze dell’ordine chiamate già in passato a liberare i camminatori in ostaggio. Ti assicuro però che non azzannano TUTTI i passanti !!! Sono cani da guardia in proprietà privata quindi difficile andare oltre una “visita” della Municipale. Più volte mi sono trovato di fronte a cani rabbiosi e so che il modo per FARLI LETTERALMENTE SCAPPARE è …. corrergli incontro , urlando , battendo i piedi a terra , con le braccia aperte e fissargli negli occhi ! risultato assicurato al 100%. Il modo migliore per farsi mordere è scappare ….

  4. Aggiungo all’articolo che il Cai Prato , presidiando l’intera (ex) Provincia di Prato , estende la propria Sentieristica , oltre che all’Appennino , al Montalbano nelle frazioni di Poggio a Caiano e Carmignano.

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