Silvia Naddeo

Arriva alla galleria d’arte Moo di via San Giorgio, sabato 27 gennaio alle 19, la nuova mostra di Silvia Naddeo: “Ricetta n.7 Cappelletti all’uso di Romagna“.

L’esposizione presenterà visivamente, attraverso l’arte del mosaico, la ricetta dei cappelletti ripresa dal manuale “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene” di Pellegrino Artusi.

“Silvia Naddeo – scrive Paolo Sacchini nell’introduzione critica – non cerca affatto di rendere il cibo disgustoso, ripugnante, pacchiano o comunque sottilmente fastidioso: al contrario, tutta la sua padronanza nell’utilizzo della tecnica musiva, la delicata sensibilità cromatica e materica di cui sempre ha dato prova e la sua stessa felice vena di food designer (nonché infine, quando lavora sul cibo industriale, gli strumenti professionali del packaging, per i quali si rivolge ad aziende specializzate) sono messi al servizio della creazione di cibi oggettivamente fascinosi, dai colori invitanti e dall’apparenza gustosa, dai quali emerge sempre molta sensualità (sembra di riuscire a percepire i profumi, i sapori, le consistenze)”.

“Il cibo è cultura quando si produce, perché l’uomo non utilizza solo ciò che trova in natura (come fanno tutte le altre specie animali) ma ambisce anche a creare il proprio cibo, sovrapponendo l’attività di produzione a quella di predazione. Il cibo è cultura quando si prepara, perché, una volta acquisiti i prodotti-base della sua alimentazione, l’uomo li trasforma mediante l’uso del fuoco e un’elaborata tecnologia che si esprime nelle pratiche di cucina. Il cibo è cultura quando si consuma, perché l’uomo, pur potendo mangiare di tutto, o forse proprio per questo, in realtà non mangia tutto bensì sceglie il proprio cibo, con criteri legati sia alle dimensioni economica e nutrizionale del gesto, sia a valori simbolici di cui il cibo stesso è investito. Attraverso tali percorsi il cibo si configura come elemento decisivo dell’identità umana e come uno dei più efficaci strumenti per comunicarla” (Massimo Montanari).

Silvia Naddeo è nata a Roma nel 1984. Nel 2015 è stata vincitrice di ben tre premi: il Premio Internazionale di Scultura Domenico Ghidoni; la IV edizione di Galleria a Cielo Aperto; il GAEM, terzo premio internazionale Giovani Artisti e Mosaico.

La mostra rimarrà visitabile fino al 23 marzo. Dal lunedì al venerdì in orario 15-19.

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