Andy Warhol_Jacqueline, 1964-dettaglio
Andy Warhol_Jacqueline, 1964-dettaglio

In occasione del trentesimo anniversario della sua apertura, il Centro Pecci riapre i battenti il 7 settembre con “Codice Colore”, mostra curata da Stefano Pezzato dedicata alle opere della collezione di Alessandro Grassi  in comodato al Centro Pecci dal 2015. Opening 6 settembre, la mostra sarà visitabile fino al 2 dicembre 2018.

Tra le opere della collezione di Alessandro Grassi affidate al Pecci vi sono il grande arazzo realizzato a quattro mani da Alighiero Boetti e Mimmo Paladino, lavori degli esponenti della Transavanguardia come Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, come pure degli americani Alex Katz, David Salle, Julian Schnabel; inoltre dipinti di Gino De Dominicis, Luigi Ontani, Salvo, Mario Schifano, una piccola scultura del tedesco Markus Lüpertz, opere concettuali degli americani Neil Jenney e Joseph Kosuth, insieme a una celebre Jacqueline di Andy Warhol. Sempre di Warhol, un portfolio di 12 fotografie in bianco e nero introduce alla parte fotografica del comodato, che comprende opere di William Eggleston, Stephen Shore, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, David Fischli & Peter Weiss, oltre a una grande composizione fotografica di Gilbert & George.

Nan Goldin – Night Vision from my Apartment of World Trade Center, NYC, 2001

“Codice Colore” sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo che ripercorrerà la vicenda collezionistica di Alessandro Grassi, anche attraverso testimonianze di critici, direttori di museo, galleristi e artisti.

Alessandro Grassi è nato a Prato nel 1942, trasferendosi con la famiglia a Milano dove è cresciuto e si è affermato come imprenditore nell’ambito industriale degli inchiostri tipografici; è scomparso a Forte dei Marmi nel 2009. Dagli anni Ottanta è stato uno dei collezionisti d’arte contemporanea più significativi nella stagione del cosiddetto ritorno all’espressività pittorica e della ripresa figurativa. Dall’inizio ha acquisito opere della Transavanguardia, allargando quindi il proprio interesse alla pittura postmoderna prevalentemente dell’area tedesca e nordamericana. Negli anni Novanta si è appassionato a grandi artisti internazionali avviando, parallelamente alla pittura, una importante raccolta di fotografia d’arte. Negli stessi anni ha sostenuto anche la giovane pittura italiana. La prima pubblicazione su questa particolare Collezione privata è stata curata da Maria Cristina Mundici e presentata da Achille Bonito Oliva nel 1993. Le fotografie della sua collezione sono state esposte alla Galleria Civica di Bolzano nel 1999, a cura di Letizia Ragaglia. A selezioni dalla collezione Alessandro Grassi si sono interessate inoltre le mostre De Gustibus: collezione privata Italia, allestita a Siena nel 2002, e Pittura europea dagli anni ’80 a oggi, presentata alla Fondazione Stelline di Milano nel 2011. Alle opere della Transavanguardia della sua raccolta sono state invece dedicate mostre specifiche al MART di Rovereto nel 2004 (in occasione di una donazione di opere al museo) e al MAN di Nuoro nel 2006.

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