“La fu una festa, ma la fu ridotta perché s’era belle patito troppo”. La fame, la miseria, la lotta, i bombardamenti, la Liberazione e l’eccidio di Figline. Il 6 settembre a Prato si festeggia la Liberazione della nostra città dal nazifascismo.

“Di voce in voce vive la memoria” è un lungo excursus storico realizzato da Anpi Prato che intreccia testimonianze di vita e fatti del passato, raccontati dalle persone che hanno vissuto sulla propria pelle quegli avvenimenti: operai, casalinghe, partigiani, contadini, professionisti.

Spaccati di vita quotidiana in cui i ricordi si intrecciano ai racconti e si fanno realtà vivida. Tale è la loro carica emotiva: memorie che diventano un patrimonio prezioso da conservare e tramandare alle generazioni future.

Vi consigliamo nella giornata di oggi di fare un giro sul canale Youtube di Anpi Prato, dove sono raccolte tantissime testimonianze di persone che quei periodi li hanno vissuti sulla propria pelle.

Siamo una delle ultime generazioni che ha potuto ascoltare i racconti della guerra in prima persona da alcuni protagonisti, è nostro dovere tramandare la memoria di questi episodi per non commettere più certi abominevoli crimini.

Prima parte

Seconda Parte

Terza Parte

Altre testimonianze

In questa toccante è il racconto di Vinicio Becchi, sopravvissuto all’eccidio di Figline. Il partigiano, ferito a una gamba, si salvò nascondendosi sotto a dei lenzuoli in un barroccio che alcuni contadini stavano portando al fiume per lavare. Lo trovate intorno al minuto 47 in questo video.

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