Giovedì 13 dicembre alle 21,30 il Mabuse Cineclub presenta Don Chisciotte di Orson Welles al cinema Terminale di via Carbonaia, uno dei film più rimandati e attesi della storia.

Il film incompiuto per eccellenza che ha incantato Terry Gilliam, convincendolo a girare L’uomo che uccise Don Chisciotte, altro film la cui produzione è stata lunghissima (ben 25 anni) e decisamente travagliata. La produzione di Orson Welles, per un motivo o per un altro, si è sempre trovata a fare i conti con la mancanza di fondi o le pesanti modifiche imposte dalle major del cinema americano: alcuni dei film del regista che si credevano perso per sempre sono stati quasi miracolosamente ritrovati e restaurati, ed è di poco tempo fa la notizia che Netflix, il colosso dello streaming, abbia acquisito i diritti di The other side of the wind, proiettato poi ad agosto durante l’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Too much Johnson, il film d’esordio di un allora ventritrenne Orson Welles, è stato miracolosamente rinvenuto in un magazzino di stoccaggio di pellicole di Pordenone e restaurato dalla Cineteca del Friuli. Don Chisciotte, però, è diventato per Orson Welles quello che per Michelangelo erano le Prigioni.

Nel cast, per la regia di Orson Welles, troviamo Francisco Regueiro, Akim Tamiroff, Paola Mori e lo stesso Orson Welles. Girato a partire dal 1955, ispirato dalla richiesta della Rai di girare una serie di documentari basati sulla Spagna e i cambiamenti in atto nel paese, e mai distribuito per volontà di Oja Kodar, l’ultima compagna del regista, Don Chisciotte è stato rimontato in Spagna nel 1992 da Jesus Franco, montatore e sceneggiatore fin dall’inizio, con l’aggiunta di alcuni elementi assenti nella versione di Welles.

L’idea di Welles era quella di girare una versione ridotta ma fedele del capolavoro di Cervantes ambientata però in epoca moderna, per sottolineare ancora di più l’anacronismo fra Don Chisciotte e ciò che lo circonda, ma le prime riprese a colori vengono cassate dalla casa di produzione a cui Welles aveva dovuto vendere il progetto, la CBS: con l’aiuto di Frank Sinatra, che investe 25.000 dollari nel Don Chisciotte, Welles ricomincia le riprese in bianco e nero su pellicola 16mm, senza supporto sonoro, nel 1957 con l’idea di doppiare successivamente ogni personaggio personalmente. Alla fine degli anni ’60, però, le condizioni di salute di Francisco Reiguera, il suo Don Chisciotte, declinano al punto che l’attore lo prega di terminare il lavoro in fretta per timore di non riuscire a completare l’opera: quello che accade è proprio questo, e il Don Chisciotte di Orson Welles resta senza un finale, anche se il regista continuerà a fare riprese fin negli anni ’70. 

La storia è nota: il nobile Don Chisciotte decide di girare la Spagna spinto dai suoi ideali cavallereschi insieme al servitore Sancho Panza per proteggere i deboli e fare giustizia, ma si scontrerà col mondo reale che lo circonda. 

Biglietto intero 5 euro, ridotto 4. I possessori della tessera associativa in corso di validità entreranno pagando un euro

Immagine tratta da www.imdb.com

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