Livia Gionfrida, regista della compagnia pratese Metropopolare, si è aggiudicata il premio dell‘Associazione nazionale critici di teatro 2018.

Il premio, conferito a Roma lunedì 17 dicembre, è uno dei più importanti riconoscimenti del teatro italiano ed è dedicato al lavoro fatto dentro e fuori la casa circondariale di Prato. La residenza artistica portata avanti da Metropopolare dentro il carcere La Dogaia con attori detenuti, ha visto portare in scena opere di Shakespeare, Tennessee Williams e Beckett.

Nelle motivazioni del premio anche lo spettacolo Gioia, debutto di Livia Gionfrida nella scorsa stagione, prodotto dal Teatro Metastasio: una via crucis di una madre che vede morire il figlio, un ragazzo testa dura che prende una cattiva strada e finisce fra le braccia di un destino ingiusto e paradossale per mano dello Stato.

Talking Crap, l’ultimo lavoro diretto da Livia Giuffrida, è stato presentato al Festival nazionale di teatro in carcere “Destini incrociati”, e sarà in replica al teatro Magnolfi giovedì 27 e venerdì 28 dicembre alle 21, a ingresso libero.

Di seguito le motivazioni della giuria per il premio a Livia Gionfrida.

“Straordinaria la densità culturale ed emotiva delle opere di Livia Gionfrida, regista, drammaturga e attrice di magica forza espressiva, capace anche, con una personalità d’artista tanto potente e autorevole, di creare gruppo, dando fiducia, stimolando idee, con esiti indimenticabili. Così, in particolare, nei suoi lavori nati all’interno della Casa Circondariale di Prato, ricordando le realizzazioni da Shakespeare, Tennessee Williams e Beckett, sempre preziosa la partecipazione dei suoi spettacoli al Festival di Teatro in Carcere “Destini Incrociati. 

Con la sua compagnia, Metropopolare, ha affrontato molteplici esperienze – e con più riconoscimenti – nel territorio del Teatro Ragazzi, partecipando ai maggiori festival nazionali, avendo il coraggio, nell’estrema fedeltà alla propria poetica, di mettersi alla prova ogni volta in nuovi campi della ricerca, sensibile a ogni forma d’arte, sapendo rendere “popolari” anche le citazioni più colte e raffinate. 

Così con “Gioia” dove si amalgamano, in modo possente e fluido, molteplici riferimenti e tematiche, Livia sola in scena, attrice superba, suoi anche il testo e la regia: in un tempo breve, in una lingua, il siciliano, a tratti di non immediata comprensione, si condensano echi di ‘Pinocchio’ e di storia sacra per evocare, in forma dolente, attraversata da vaga follia, con il coraggio d’inserti ilari, metateatrali, la pena di una madre che vede morire il figlio difficile, “‘tiesta i’ligna”. Per l’A.N.C.T. ora una vera gioia la consegna di questo premio”.

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