Nel libro Toscana da bere di Federico Bellanca e Marco Gemelli ci sono anche quattro locali pratesi: Toscana da bere elenca una top 70 di cocktail bar della regione, ed è il primo viaggio nel mondo della mixology regionale.

I quattro locali, in ordine rigorosamente alfabetico, sono Apotheke, Big Easy, Caffè 21 e Frari delle Logge: insieme a loro sono menzionati anche altri due protagonisti del mondo del “bere miscelato”, l’Opificio Nunquam di Tavola e il Vermouth del Mugello, che ha sede a Prato. Toscana da bere non è una vera e propria guida, ma un “progetto che vuole offrire una fotografia dello stato della mixology contemporanea in Toscana – come si legge nella presentazione – a partire dai 70 migliori cocktail bar” dai palazzi di Firenze alle cantine del porto di Livorno, passando anche per Prato che si aggiudica ben quattro dei settanta posti a disposizione.

Oltre ai locali, Toscana da Bere colleziona storie: dalla Signora della grappa di Paganico al militare livornese che ebbe l’idea di produrre liquori allo zafferano in mezzo al deserto afghano, dai giovani fiorentini che producono vodka a partire dalla canapa all’ideatore dell’unico rum toscano sulla cosa fino all’imprenditore pratese che ha riesumato liquori perduti e quelli che rinnovano amari di antica tradizione. Troverete anche interviste al cantautore Gino Paoli, alla curatrice della Florence Cocktail Week, Paola Mencarelli, a Gianni Mercatali e Luca Picchi, il maggior esperto al mondo del Negroni.

Uno spazio di Toscana da Bere è dedicato ai ristoranti che dedicano un’attenzione speciale alla cocktail list e ai pairing d’autore, gli abbinamento fra i drink più richiesti e i piatti dei più apprezzati chef e pizzaioli toscani.

Toscana da Bere sarà in tour nei cocktail bar di tutte le provincie.

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