Prato: Al Magnolfi torna in scena la tragedia di Utoya

Torna in scena al Magnolfi lo spettacolo che racconta la tragedia dell'isola di Utoya con Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

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Dopo il debutto al Teatro Magnolfi nel 2015 e le repliche milanesi al Teatro Ringhiera nel maggio 2016 e al Festival di Spoleto lo scorso luglio, lo spettacolo Utoya è in tournée per la stagione 2016/17 e, visto il grande successo di pubblico della passata stagione, fra le date a Modena, Casale Monferrato, Pistoia, Siena, Firenze, Bagnone, Cecina, Barga, Asti, Udine e Trieste, torna al Magnolfi di Prato per tre repliche, da venerdì 13 a domenica 15 gennaio.

Uno spettacolo diretto da Serena Sinigallia e interpretato da Arianna Scommegna e Mattia Fabris, un testo scritto da Edoardo Erba, ispirato al libro “Il silenzio sugli innocenti” di Luca Mariani. Il preambolo di questo lavoro fa riferimento alla stage del 2011 in Norvegia: è il 22 luglio e lo spietato assassino Anders Behring Breivik scatena l’inferno uccidendo otto persone con un’autobomba a Oslo, e poi 69 ragazzi laburisti nell’isola di Utoya, il ‘paradiso nordico’ sede storica dei campeggi estivi dei socialisti di tutto il mondo.

“I personaggi protagonisti – raccontò a Pratosfera la regista prima del debutto – si alternano in un flusso continuo, un eterno rito funebre che racconta la strage facendola rivivere in tutta la sua drammaticità dai diversi punti di vista, toccando però la sensibilità e l’umanità di ciascun spettatore con cui entra in contatto, risuonando. Con questo lavoro abbiamo tentato di emozionare con forza facendo rivivere i patemi e spingendo a riflettere. Breivik è figlio della nostra società, anzi, della nostra società più evoluta e vincente, quella Norvegia dove il welfare è invidiabile, dove il laburismo ha la sua massima espressione e dove l’integrazione sembra funzionare a meraviglia. O perlomeno così sembrava, prima di quel 2011 volutamente insabbiato. Quello che vogliamo stimolare è la riflessione su una società che deve riconoscere il nemico al suo interno, un nemico che cova in quell’assenza di valori e riferimenti spirituali che caratterizzano la crisi contemporanea”.

Orari degli spettacoli: venerdì 20,45, sabato 19,30, domenica 16,30.