“Alveare che dice sì!”: la spesa a km zero a portata di clic

A Firenze arriva "Alveare che dice sì", una nuova sede fiorentina della rete dedicata ai prodotti locali e all'acquisto sostenibile. Già 150 gli hub in tutta Italia.

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Dall’attenzione per la filiera corta e per il rapporto diretto tra produttore e consumatore nasce “Alveare che dice sì!”, una rete di gruppi d’acquisto sostenibile e a km zero.

Sabato 15 aprile (alle 17,30) apre una nuova sede fiorentina nel quartiere di Rifredi, presso lo spazio di Impact Hub, in collaborazione con BUH, circolo culturale urbano. (info e registrazione)

L’Alveare che dice sì! nasce in Francia nel 2011, grazie al movimento europeo “The Food Assembly” e si espande velocemente in tutta Europa. Si tratta di un nuovo strumento che concilia i tempi veloci del quotidiano e la volontà di nutrirsi in maniera più sana, privilegiando i prodotti locali e la filiera produttiva sostenibile.

In Italia, dove esiste da circa un anno e mezzo, sono già 150 i gruppi attivi.

Come funziona?
Il meccanismo, a differenza di quello dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) tradizionali, sfrutta al massimo il canale del web per consentire a un pubblico più ampio possibile di fare acquisti di qualità in maniera veloce e immediata.

Il cliente si registra gratuitamente su www.alvearechedicesi.it e si iscrive all’Alveare più vicino. A questo punto può iniziare a fare la spesa, scegliendo da una gamma di prodotti locali; frutta, verdura, carne, formaggio, pane… tutti provenienti da aziende nel raggio di 30-40 km di distanza dall’Alveare in questione. Convalidato e pagato l’ordine online la spesa si va poi a ritirare nel luogo e nell’orario stabilito da quell’Alveare per la distribuzione.

Al momento del ritiro, i produttori da cui si è ordinato saranno presenti per consegnare la spesa, farsi conoscere, e scambiare informazioni con i clienti, offrire anche piccole degustazioni dei propri prodotti, come in un normale giorno di mercato. In questo modo il cliente ha piena visibilità su chi ha prodotto il cibo che andrà a consumare.

Ogni Alveare ha un proprio gestore che ne sovrintende l’organizzazione, una persona che ha deciso di investire 7-8 ore settimanali del suo tempo per costruire una comunità nel proprio quartiere. Il gestore contatta produttori e clienti, organizza le vendite tramite il sito ogni settimana in cambio una percentuale sul fatturato. Chiunque, dotato di serietà e vera motivazione può diventare gestore di un Alveare nella propria zona.

L’evento di sabato 15 ospiterà anche due interessanti workshop gratuiti sulla pasta fresca ed pane fatto in casa con le farine di grani antichi e di filiera corta a cura delle foodblogger Stefania Storai e Gaia Innocenti.