Piazza dell’Immaginario vince il Premio Architettura Toscana

L'intervento di riqualificazione di Piazza dell'Immaginario vince il Premio Architettura Toscana 2017, sezione Opera Prima.

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L’intervento di riqualificazione che in via Giordano Bruno (Macrolotto Zero/Chinatown) ha preso poi il nome di Piazza dell’Immaginario, ha vinto il Premio Architettura Toscana 2017, sezione Opera Prima.

I risultati sono stati resi noti nei giorni scorsi sul sito del premio che, si legge nella presentazione, “intende stimolare la riflessione intorno all’architettura contemporanea, in quanto elemento determinante della trasformazione del territorio e in quanto costruttrice di qualità ambientale e civile”.

L’intervento di Piazza dell’Immaginario è stato concepito da Dryphoto Arte Contemporanea e dall’associazione [Chi-Na].

È stata premiato con questa motivazione: “L’intervento di realizzazione della nuova Piazza dell’Immaginario rappresenta un’azione leggera dall’impatto profondo in un quartiere dove l’assenza di spazio pubblico costituisce un problema evidente. […] Ciò che prima era parcheggio diviene spazio aperto ai cittadini del quartiere e alle loro possibili iniziative. Il progetto si configura all’interno della seconda tappa di un percorso promosso nella Chinatown pratese dall’associazione Dryphoto arte contemporanea. In questa edizione 2015 le opere di Francis Alÿs, Bert Theis, Pantani-Surace sono strategicamente installate sulle facciate di tre edifici tangenti la piazza. L’obiettivo è quello di favorire e promuovere uno scambio culturale e riflessivo su quelle che sono le questioni legate al quartiere, e al suo immaginario. Se l’installazione di opere fotografiche delinea verticalmente i confini della piazza e ne definisce le intenzioni, la nuova pavimentazione traccia orizzontalmente il suo perimetro preciso e racchiude le sue potenzialità. Questi sono i punti di partenza progettuali per la realizzazione della nuova Piazza dell’Immaginario a Prato. La nuova pavimentazione viene quindi pensata simile ad un mosaico, capace di impreziosire lo spazio e al contempo ridefinirlo”.