Bianconi: “Preferivo il tempo in cui il pop non era creato in serie”

Un disco "oscenamente pop": i Baustelle, la ricerca in campo musicale, la creatività, la musica in Italia. L'intervista di Pratosfera a Francesco Bianconi.

0
Condividi

Un disco ‘oscenamente pop’: con queste parole i Baustelle hanno descritto il loro ultimo disco “L’amore e la violenza” che sarà presentato dal vivo a Prato domenica 3 settembre. Settimo disco in studio dopo il “kolossal musicale” dal titolo “Fantasma”, questo disco è stato un ritorno alle origini. Si tratta di musica che spazia e ricerca nel mondo del pop: “Fantasma – racconta Francesco Bianconi, cantante del gruppo – era un disco dove si forzavano i limiti della forma canzone fino a distruggerla, utilizzando anche l’orchestra sinfonica. Qui ci siamo riappropriati di alcuni canoni della musica pop, sperimentiamo su tanti fronti nei classici tre minuti: devo dire che paradossalmente è più difficile essere radicali ed estremi in un mondo pop, e noi abbiamo accettato questa sfida, creando questo disco”.

Se nei suoni il lavoro è “vintage”, i testi dei Baustelle alternano drammatici temi d’attualità con foto che immortalano la quotidianità di ognuno di noi: “spesso veniamo percepiti come musica ricercata, oggi poi che vanno molto le cose ‘di pancia’. La nostra è ricerca applicata alla musica pop; il contrasto tra testi e musica avviene grazie a una mediazione”.

Ormai, negli ultimi 15 anni della musica italiana, si è affermato uno stile ‘baustelliano’: “non mi sento incastrato in uno stile; mi sembra normale che ne abbia uno e ringrazio il cielo di averne uno rispetto a vagar nell’inferno. Quando scrivo tendo a dimenticarmi di me, di quello che ho già scritto: bisogna avere il coraggio di essere liberi in fase di scrittura e di denudarsi in pubblico”.

Francesco Bianconi, oltre a scrivere per i Baustelle, è uno dei più apprezzati autori di testi e musiche in Italia (Irene Grandi, Mario Venuti, Paola Turci, giusto per citarne alcuni con i quali ha lavorato): “scrivere per altri è un buon modo per tenersi in forma in campo creativo, è stimolante. Bisogna essere curiosi per tenersi allenati in questo mondo, devi essere come una spia in cerca di storie nella tua vita e in quella delle persone che ti stanno accanto”.

Sul palco con Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi​ ci saranno Ettore Bianconi​ ​(elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) e Andrea Faccioli (chitarre). “Durante il live proponiamo il disco nuovo e pezzi dal vecchio repertorio, più una cover diversa per ogni data. Il concerto è stato per me, per tanto tempo, un trauma: oggi mi diverto, ho risolto alcune cose tecniche che mi rendono più sicuro di me e pare la gente lo noti e apprezzi”.

“Vedo che, specie negli ultimi due o tre anni – racconta Bianconi parlando della musica pop oggi in Italia -, c’è stato un abbattimento del muro che separava la musica cosiddetta alternativa al mondo del mainstream. Questo passaggio mi è sembrato una cosa positiva, però non è avvenuto nella maniera più elegante: ha portato alla smania di sacrificare la ricerca e la cura del dettaglio per il raggiungimento del successo e produrre musica in serie, in virtù del fatto che oggi tutto deve essere pop. Se questo deve essere il frutto del crollo di questo muro, preferivo il tempo in cui la separazione era più netta tra pop sperimentale e fotocopiato”.