scrittriceUna cittadina della periferia Toscana viene stravolta dal ritrovamento di un cadavere abbandonato su una panchina. L’ispettore Alicellen Ricci è chiamata ad indagare, tra misteri, intrighi e scelte che potrebbero cambiare anche la sua stessa vita. E’ solo un assaggio della trama di “Alice e gli echi del passato”, secondo giallo scritto dalla pratese Ambra Pellegrini, edito da Marco Del Bucchia Editore, che domani alle 21,30 verrà presentato nella Corte delle Sculture in Lazzerini. Il secondo di una trilogia che la scrittrice sta portando a compimento: il capitolo precedente si intitolava “Alice e il Riflesso oscuro”, pubblicato nel 2007. “La passione per la scrittura è nata tra i banchi di scuola – racconta Ambra – nutrita dai tanti libri letti, di ogni genere. Negli anni, dopo aver seguito anche laboratori di scrittura, ho voluto mettermi alla prova, capendo che il giallo sarebbe stato il mio genere, anche per una passione che mi ha sempre legato a questo tipo di libri”. La protagonista dei romanzi della Pellegrini è l’ispettore Alicellen Ricci, bella ma un po’ scorbutica giovane ispettrice, che fa un lavoro da “uomo“ e vive la sua bellezza come un handicap: un passato difficile, il sogno di diventare ballerina abbandonato per diventare una poliziotta. Alice non è un’eroina, ma una persona comune, in continuo conflitto con le sue debolezze e i suoi difetti. Una curiosità sul nome: è la fusione dei nomi delle gemelle Kesler, imposto ad Alice dalla nonna, da cui ha ereditato la passione per la danza e la musica. Alice si vergogna un po’ di questo nome, nonostante il legame affettivo. “La caratterizzazione dei personaggi è una delle mie caratteristiche – spiega Ambra – mi piace dare ad ognuno di loro una personalità che si possa riconoscere in come parlano, in come si muovono e in tutte le loro piccole manie quotidiane. Lavorando al pubblico – Ambra lavora in banca – gli spunti non mi mancano e spesso attingo dai colleghi o dai conoscenti che più o meno consapevolmente contribuiscono alla loro creazione”. Le pubblicazioni di Ambra Pellegrini sono acquistabili sul sito della casa editrice Marco Del Bucchia editore o durante l’incontro di domani in Lazzerini.

Di seguito un estratto da “Alice e gli echi del Passato”:

Alice entrò nel suo appartamento, lasciò cadere la borsa e il soprabito su di una sedia, poi si diresse verso la dispensa. Notò che la cucina era in perfetto ordine. Le tornarono in mente le parole di Simone. Anche lei era decisamente sprecisa. Questo significava che prima o poi anche loro due avrebbero litigato così violentemente? Scacciò quel pensiero ed aprì uno sportello tirando fuori un barattolo di nutella. Era tanto che non si lasciava andare ad una serata malinconica in compagnia della cioccolata. Di solito l’aiutava a pensare.
Si tolse le scarpe e si sdraiò sul divano. C’era qualcosa che le frullava per la testa, ma non riusciva a metterlo a fuoco. La giornata era decisamente degenerata in un totale sfacelo. Prima Mirko, che l’aveva guardata in quel modo un po’ strano, risvegliando in lei sensi di colpa sopiti da tempo. La storia fra di loro era stata una serie di equivoci, uno dietro l’altro. Più volte si era ripetuta di non aver alcuna responsabilità: Mirko aveva frainteso il suo atteggiamento.

Ma questo non bastava a farla sentire meglio. Lui aveva sofferto e lei sapeva bene che genere di dolore poteva aver provato anche se la loro storia era durata poco. Poi la lite tra Jacopo e Simone e l’arroganza di quel ragazzetto che l’aveva chiamata “stupido sbirro”.

Si stiracchiò un po’, appoggiando la testa sul cuscino. Il sonno la colse prima che potesse rendersene conto. Fu il telefono a svegliarla. Erano le 7 del mattino e lei aveva praticamente dormito sul divano tutta la notte.

“Pronto” biascicò tra il sonno.
Buongiorno! Deduco ti sia scordata di mettere la sveglia!” Filippo la rimproverò.
Accidenti, ma che ore sono?” si tirò su con fatica; le si era informicolata una gamba per la posizione scomoda in cui aveva dormito.
L’ora di iniziare a lavorare” disse deciso.
Mi sono addormentata sul divano. Io… il tempo di darmi una sistemata”.
Sono sotto casa, cerca di muoverti, abbiamo da fare!”
Volo!” agganciò la cornetta e spiccò un balzo giù dal divano. Corse in bagno per darsi una rinfrescata e poi infilò le prime cose trovate nell’armadio. Un paio di jeans e una felpa con un disegno un po’ stupido. Ma non c’era tempo per scegliere. In pochi minuti si fiondò nell’auto di Filippo. Il collega la squadrò poi fece una mezza risata malcelata.
Bella felpa! Quel maialino rosa con la margherita ti dà una certa autorità!”
Parti, siamo in ritardo” ribatté chiudendosi il giubbotto per cercare di nascondere il disegno. Sghignazzando sommessamente Filippo mise in moto. Il traffico non era molto denso.
Dove stiamo andando?” si decise a chiedere Alice.
Ai giardinetti vicino alla stazione, il commissario è già sul posto” Filippo si fece improvvisamente serio.
Cosa è successo?”
“Hanno trovato il corpo di un uomo su di una panchina”.

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