Da opera strategica a occasione persa. A sostenerlo con forza, che il nuovo ospedale è una grande occasione persa per il futuro della città di Prato, è il filosofo e storico della scienza Walter Bernardi, che ha da poco dato alle stampe “La filosofia va in bicicletta. Socrate, Pantani e altre fughe” (Ediciclo 2013). Bernardi ha scritto un documento (che trovate in coda) sul perché il nuovo ospedale sia “Un ospedale fatto per le automobili“.

foto_maurizio_toccafondi
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Queste in sintesi le sue posizioni, che porteranno proprio in questi giorni al formazione di Prato Città in Bicicletta, associazione che punta a unire tutti soggetti, compresi i semplici appassionati, che hanno a cuore il futuro sostenibile di Prato.

Bernardi contesta innanzitutto la mancanza di progettualità degli enti coinvolti nel progetto del nuovo ospedale.

“Nessuno degli enti coinvolti nel progetto – Regione Toscana, Comune di Prato e Asl 4 – ha dimostrato di avere una visione progettuale del futuro della città basata su modelli aggiornati di mobilità sostenibile – scrive –  ma tutti e tre si sono dimostrati prigionieri di una vecchia cultura dell’automobile e del traffico privato, che da sempre ha plasmato l’identità del territorio pratese. La riprova? Basta dare un’occhiata al parcheggio”.

Per avere una riprova, dice il professore, basta guardare il parcheggio del nuovo ospedale dove le zone riservate alle biciclette sono quasi inesistenti.

“Eppure ci sono precisi vincoli di legge di cui Regione e Asl non hanno tenuto conto. Innanzitutto una legge dello stato, il DM. 557/99, art. 11, c. 2, che recita: “Nei nuovi parcheggi per autovetture ubicati in continuità alle piste ciclabili debbono essere previste superfici adeguate da destinare alla sosta dei velocipedi”. Che vuol dire “adeguate”? Per fortuna ci ha pensato la Regione Toscana a spiegarlo con la propria legge 23/2012, art. 6 c. 3: “una quota non inferiore al cinque per cento della superficie dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata”. Siccome l’ospedale l’ha fatto la stessa Regione Toscana, il cittadino si sarebbe aspettato che si fosse attenuta alle regole che lei stessa ha stabilito. Ci mancherebbe! Basta fare due conti e si scopre che dentro l’ospedale avrebbe dovuto esserci un parcheggio bici “adeguatamente” attrezzato di almeno 1500 metri quadri!

Quindi, dopo aver passato in rassegna il parcheggio bici per i dipendenti e auspicato il potenziamento della Lam Arancione, il professore parla di piste ciclabili. Tra le altre cose, Bernardi dice:

“La Asl parla nelle sue informazioni di un “collegamento con la pista ciclabile” e in questo modo pensa di essersela cavata passando la patata al Comune. Ma in Comune nessuno ha preso in considerazione la possibilità che un cittadino potesse scegliere di arrivare all’ospedale e tornare a casa in bicicletta. Come, risponderanno gli uffici comunali, non è già stata predisposta sul lato destro di via suor Niccolina una bella ciclabile? Certo, peccato che non porti da nessuna parte!”.

Eccoci  quindi alla nascita di Prato Città in Bicicletta, coordinamento di tutte le associazioni pratesi impegnate nella difesa dell’ambiente. Ciclabile_1

“Il nuovo ospedale avrebbe potuto rappresentare una svolta per costruire la Prato del Duemila, una città amica della bicicletta e della mobilità sostenibile, una città più rispettosa dell’ambiente e di un modello di vita improntato alla limitazione dei consumi e del traffico privato. Un’occasione persa per cambiare strada. Ma qualcosa si può e si deve fare, bisogna rimboccarsi le maniche, programmare le grandi scelte, impostare un programma di interventi di lungo periodo, coinvolgere i cittadini nei progetti e nelle decisioni. Anche per questo è nato “Prato Città in Bicicletta”, un coordinamento di tutte le associazioni pratesi impegnate sul fronte della difesa dell’ambiente e di un diverso modello di vita. Prato può diventare una grande città, ne ha le risorse e le capacità, ma bisogna lasciar perdere i monumenti sulla Calvana e fare quello che stanno facendo tutte le grandi città europee (ma anche Torino e Bologna, Milano e Verona, Padova e Firenze, Ferrara e Reggio Emilia), che puntano tutte sulla bicicletta e su un diverso modello di mobilità per inventarsi il loro futuro!”.
Questo il testo integrale del documento scritto da Walter Bernardi.

Aggiornamento 18 Novembre 2013

Le associazioni che hanno aderito al network “Prato Città in Bicicletta”: AC Pratese 1927, ASD Medici Pratesi, Coppini Sport, Ecoposta, FIAB, La filosofia va in bicicletta, Legambiente, Libreria Il Manuale, PIF-Prato in Fissa, Pista ciclabile del Bisenzio, Prato Ciclabili, UISP, WWF.

Si legge nel comunicato stampa inviato ai giornali:
[…] Prato Città in bicicletta, un network di associazioni e di cittadini convinti che solo unendo le forze si può diffondere la cultura della bicicletta, sollecitare le istituzioni a realizzare interventi di politica urbanistica adeguate ai tempi, favorire forme sempre più diffuse di mobilità intermodale, che puntino in modo privilegiato sul trasporto pubblico, le isole pedonali, gli itinerari ciclabili protetti, il transito delle biciclette nelle corsie preferenziali e nei sensi unici, la moderazione del traffico automobilistico con introduzione di zone con limite di velocità a 30 km/ora etc.

Fin da ora è attivo un blog Prato Città in Bicicletta, per il momento ospitato all’indirizzo http://pratociclabili.teo-soft.com/, nel quale è possibile trovare raccolte in un unico format aggiornato tutte le informazioni che compariranno sui siti Internet e Facebook dei soggetti che partecipano al progetto. Una vetrina completa e aggiornata di tutto quello che a Prato, in Italia e nel mondo viene pubblicato sul tema della mobilità. Prato può diventare una grande città e soprattutto una “città intelligente”, come si dice al giorno d’oggi, ne ha le dimensioni, le risorse e le capacità di creatività e di innovazione che affondano le radici nella sua storia e nella genialità della sua gente, ma bisogna che a tutti i livelli, dalle istituzioni pubbliche fino ai cittadini, si imbocchi finalmente la strada intrapresa non solo dalle grandi città europee, ma anche da molte città italiane come Torino e Bologna, Milano e Verona, Padova e Firenze, Ferrara e Reggio Emilia, ultimamente perfino Roma, che stanno puntando tutte sulla bicicletta e su un diverso modello di mobilità per inventarsi il loro futuro.

Anche a Prato è giunto il momento di abbandonare vecchie impostazioni urbanistiche e di gestione dei servizi che, come nel caso del nuovo ospedale di Galciana, privilegiano in modo antieconomico il traffico motorizzato privato. Restiamo connessi in rete e pedaliamo tutti insieme per rendere Prato una città amica della bicicletta, una città più bella e più vivibile, meno congestionata e meno inquinata, perché più ciclabile!

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