social_street“Mi sono accorto che non conoscevo nessuno dei miei vicini nonostante da qualche anno abitassi in questa strada. Ho deciso di aprire un gruppo su Facebook e di stampare una cinquantina di volantini per coinvolgere anche chi non fa uso della tecnologia”. Sono le parole con cui il giornalista bolognese Federico Bastiani racconta al  Fatto Quotidiano la genesi di Social Street.

La strada in questione è via Fondazza, nel centro storico di Bologna, e in poco tempo, un paio di mesi, l’esperimento non solo ha avuto successo (adesioni a Milano, Roma e Bologna) ma è diventata proprio un modello.
E’ nato così un sito, socialstreet.it, dove vengono raccolte le esperienze italiane. Si legge sul sito:

L’obiettivo del Social Street è quello di socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Per raggiungere questo obiettivo a costi zero, ovvero senza aprire nuovi siti, o piattaforme, Social Street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di Facebook.

Così l’esperimento di via Fondazza viene spiegato da Riccardo Luna.

Ecco come funziona. Le regole che hanno dato vita alla social street via Fondazza sono poche e semplici.

1) Creare un gruppo chiuso su Facebook.
2) Pubblicizzare il gruppo, su internet e per strada (volantini)
3) Gestire il gruppo. Alimentare con contenuti e idee il gruppo chiuso.
4) Dal virtuale al reale. Cioè organizzare eventi, iniziative che coinvolgano le persone del gruppo e che permetta loro di incontrarsi di persona (cene, flash mob, mercatini etc etc).

E PRATO?

centro7Di esperimenti che a Prato ricordano quello di via Fondazza ce ne vengono in mente alcuni.

Dalle nostre parti, di questi tempi, l’unica cosa che sembra smuovere le persone (ed è già qualcosa) è il degrado vero o presunto in cui langue la città.

E dall’iniziativa di pochi sono nate alcune cose molto interessanti, tutte in centro storico.

1) Santa Trinita. Dalla mobilitazione di residenti e commmercianti di via Santa Trinita, dalla quale è nato addirittura un consorzio, sono scaturite una serie di cene da tutto esaurito. Iniziative simili si ricordano anche in via del Serraglio.

2) Pier Cironi. Esperimento “residente” che si sviluppa intorno all’associazione “Recuperiamoci”, che ha sede proprio nella strada dei tossici del centro storico grazie al beneplacito di un residente che ha messo a disposizione un fondo. La scorsa estate, quindici giorni di musica, artigianato, mostre e l’impegno di un gruppo di residenti della strada ha riportato un po’ di vita nella strada.

3) Residenti in centro storico. E’ un gruppo chiuso su Facebook e conta, al momento in cui questo articolo viene scritto, 369 utenti. Sarebbe la cosa più vicina ad un esperimento di “social street”, anche se allargato, presente a Prato. Le intenzioni erano buone perché era nato come gruppo “di sopravvivenza urbana” per residenti.  Un gruppo dove venivano segnalati soprattutto divieti di sosta dentro le mura.

In un secondo momento è diventato chiaro che le tematiche non potevano essere legate solo ai divieti di sosta: “Questo gruppo ha deciso quindi di ampliare le tematiche di discussione in modo che tutti i residenti abbiano la possibilità di esporre problemi, segnalazioni, proposte e idee strettamente legate all’ambito del centro storico di Prato” si legge nella nota di presentazione di uno degli amminsitratori.

Un’apertura che il gruppo e gli amministratori del gruppo hanno forse sottovalutato e gestito con superficialità.

Il gruppo “Residenti in centro storico” sembra adesso aver perso la propria funzione originaria, e per diverse ragioni.  Da una parte a causa delle politicizzazione di ogni discussione (che inevitabilmente esaspera gli animi e le posizioni) e la presenza di persone che non risiedono in centro storico, dall’altra la percezione, appunto, che quello che poteva essere (un luogo utile per condividere indicazioni utili ai residenti) non lo è più da tempo.

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