Martedì 25 marzo Politeama in primo piano, la stagione del Ridotto del Teatro Politeama Pratese, ospita il compositore, polistrumentista a mandolinista sardo Mauro Palmas, affiancato dagli Archaea Strings, il quartetto d’archi formato da Mauro Fabbrucci e Vieri Bugli al violino, Marcello Puliti alla viola e Damiano Puliti al violoncello.

Archaea Strings
Archaea Strings è un’intuizione: affiancare al quartetto d’archi, suono classico per eccellenza, la pulsione del contrabbasso, sporcarne la purezza e la perfezione con uno strumento che si esprime al meglio nei club, nei locali, in quei luoghi dove l’arco è quasi bandito. Così nasce una formazione che, semplicemente, non ha repertorio. Perché non vuole indulgere nel passato e non vuole confrontarsi con un presente atonale e maledettamente afono, ma guarda con sempre maggior attrazione alle correnti impure, le cosiddette musiche di confine. Una formazione che si trova sempre al limite di un borderline artistico.

Un po’ di formazione classica, un po’ jazz, i componenti del quintetto iniziano un percorso in cui si appropriano delle musiche che amano e le riarrangiano e riassemblano, non senza molestarle. È tutto da inventare, e tutto è possibile. Iniziano nel 1998 a lavorare sul materiale dei Turtle Island String Quartett, poi passano da trascrizioni di repertorio hiddish e sefardita con la cantante Faye Nepon a collaborazioni con artisti pop quali Cesare Cremonini (Bagus), Tosca e Lorenzo Jovannotti (Buon Sangue), tessono rapporti con musicisti innovativi quali Stefano Bollani e Hector Zazou (Strong Currents e Quadri-Chromies), appagano l’irrefrenabile onnivora curiosità suonando con Riccardo Tesi (Lune), Orio Odori (direttore di Banda Improvvisa), i Whisky Trail, Harmonia Ensemble (L’uomo dei sogni) e Mauro Palmas (Etnika). Nel repertorio troviamo trascrizioni – per forza, lo abbiamo detto – di Philip Glass, di Frank Zappa, di Karl Jenkins, di Keith Jarrett. Ma anche opere proprie, proposte da alcuni membri del quintetto e riassemblate da tutti.

Mauro Palmas
Compositore, polistrumentista e mandolista nasce a Cagliari, inizia la sua carriera giovanissimo leader della formazione cagliaritana Nuova Generazione, gruppo di ricerca e recupero storico e critico della musica popolare. Nel 1977 fonda il gruppo Suonofficina che rivolge la sua attenzione alla musica sarda e mediterranea. Il suo interesse si rivolge allo studio dei ritmi del ballo creando una tecnica che gli permette di applicare il linguaggio delle antiche “nodas” delle launeddas sulla mandola. Dopo l’esordio discografico con “Pingiada” Fonit Cetra 1979, che viene accolto favorevolmente dalla critica e dal pubblico, con “Suonofficina” inizia un intensa attività concertistica che non gli impedisce di avviare una serie di collaborazioni, tra le altre con Maria Carta in vari concerti in Italia e Svizzera e nel disco Umbras “Polydor 1980”, Mauro Pagani e Alia Musica nel disco di musica iberica del XIII secolo “Polygram 1981, Piero Marras nel disco Stazzi Uniti EMI 1982. Nel 1987 partecipa anche a “Italian project” di Enrico Rava presentato al teatro dell’Opera di Berlino. Nel 1988 è coautore, con Elena Ledda e Alberto Balia, della produzione di teatro musicale “Far Away Wave”, realizzata ed eseguita in Australia in occasione dei festeggiamenti del Bicentenario.
Nel 1979 l’incontro fondamentale con la cantante Elena Ledda con la quale condividerà scelte e progetti che sfoceranno in una intensa e fruttuosa attività concertistica e discografica: Ammentos – Durium 1979, Is Arrosas Playgame music 1984, Suonofficina Iandimironnai Key Records 1980. Sonos Playgame Music, Vollton Musikverlag, Incanti – Silex, Felmay, Maremannu – Vollton Musikverlag, Felmay, Amargura. Nel 1985 compone le musiche per il film prodotto dalla RAI “Nel Paese di Eleonora” con la regia di Roberto Olla. Nel 1995 per la Cineteca Sarda-Società Umanitaria in collaborazione con la Cineteca del Friuli compone le musiche per la riedizione del film di Gennaro Righelli “Cainà” (1922). Nel 1995 partecipa ed è coautore delle musiche dirette da Paolo Fresu del film, presentato alla Biennale di Venezia, “Sonos de Memoria” con la regia di Gianfranco Cabiddu (Istituto Luce). Nel 1996, sempre per la Cineteca Sarda-Società Umanitaria, compone le musiche per la riedizione del film con Eleonora Duse “Cenere”. Nel 1999 compone le musiche per l’originale radiofonico di Mariangela Sedda “Ti abbraccio forte forte” prodotto da “RAI International”. Dal 2000 partecipa allo spettacolo teatrale musicale del Teatro Manzoni di Pistoia “Acqua, foco, vento son tre cose che fan spavento” direzione musicale di Riccardo Tesi regia di Angelo Savelli. Nel 2002 scrive e realizza le musiche per il Film di Piero Sanna “La Destinazione” e per il film “Venti di jazz” della PCM di Roma. Nello stesso anno partecipa alla produzione discografica e teatrale di Antonio Placer “Pan de Harapo”. Nel 2004 Scrive a quattro mani con Gavino Murgia la colonna sonora del progetto audio video dedicato a Fiorenzo Serra “L’Ultimo pugno di terra”. Sempre in questo anno scrive le musiche per il testo teatrale di Mariangela Sedda “Scavi – Storie di Miniera”. Nel 2006 scrive le musiche per il cortometraggio “Filo di Seta” regia di Paolo Fondato. Nel 2007 presenta la produzione “Visioni di Sardegna” progetto con la regia di Rodolfo Roberti costruito attorno alle pellicole, restaurate dalla Cineteca Italiana, relative a quattro film curati da Gavino Gabriel nel 1930. Premio Maria Carta 2007. Nel 2008 scrive le musiche, assieme a Maurizio Camardi, della colonna sonora del romanzo “Cristiani di Allah” di Massimo Carlotto edizioni EO. Nel 2009 La sua attività lo porta a collaborare con artisti di varia provenienza ed estrazione: Don Cherry, Lester Bowie, Don Moye, Enrico Rava, Paolo Fresu, Antonello Salis, Noa, Gabriele Mirabassi, Antonio Placer, Rita Marcotulli, Lucilla Galeazzi, Riccardo Tesi, Amelia Muge, Mauro Pagani, Andrea Parodi.

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