Passerella, una sera di luglio che volge alla pioggia. Centocinquanta persone che raccontano i loro problemi quotidiani al sindaco Biffoni, agli assessori e al comandante della municipale Pasquinelli. Spaccio, tossici, traffico infernale e paura. I problemi, sono stati individuati da tempo: da una parte il flusso continuo di autobus e auto (400 autobus al giorno contano i residenti); dall’altro i negozi di paccottiglia gestiti da extracomunitari che servono come schermo per lo spaccio. Dopo le testimonianze e le proteste per mancati controlli, Pasquinelli prende la parola.

“Il Comune non ha più il controllo del territorio”

Così esordisce il comandante della polizia municipale: “Da quando ogni imprenditore ha il diritto di aprire un negozio dove vuole, il Comune ha perso il pieno controllo del territorio. Quel controllo cioè, che prima permetteva di decidere se lì, e proprio lì, si poteva aprire quel tipo di negozio o meno”. Il pubblico borbotta.

Pasquinelli continua: “Io che non faccio parte delle forze dell’ordine vi possono comunque dire che noi tutti insieme stiamo cercando di fare il massimo e che esiste una regia – spiega – che parte dal Prefetto e passando dal sindaco arriva fino a noi ed è una regia volta a rendere la città più vivibile per quanto ci è consentito dalla legge”. “Lo spaccio c’è, è vero, lo sappiamo tutti ma come forse avete letto sui giornali è sempre più difficile arrestare i piccoli spacciatori (depenalizzazione del piccolo spaccio) e allora, forse, è meglio concentrarsi sui grandi flussi di droga. Quelle telecamere che sono installate in via Pier Cironi, per esempio, sono servite nell’indagine che ha portato al sequestro di due tonnellate di marijuana”. Dal pubblico urlano che il problema è l’eroina, non la marijuana.

Sul traffico invece, ha concluso Pasquinelli, “Non posso certo dirvi che agli autobus sia consentito passare sul marciapiede o viaggiare contromano in curva. Siamo consapevoli di queste cose – ha aggiunto – ma per cambiare queste cose occorre ridisegnare la città, e qui c’è una nuova giunta pronta a farlo”.

La contestazione a Milone

Qualche minuto prima, mentre ancora i residenti raccontavano le loro tribolazioni, è stato tirato in ballo anche l’operato della passata amministrazione o, secondo i residenti del triangolo, il mancato operato dell’ex assessore alla sicurezza Aldo Milone. Che, fino a quel momento rimasto in silenzio ad ascoltare, si è fatto avanti per prendere la parola.

“Chi ha votato in Parlamento a favore della depenalizzazione del reato di spaccio?” ha chiesto Milone alludendo al passato di parlamentare del sindaco Biffoni. Sindaco che, a quel punto, è sbottato: “Ma basta! Ma siamo qui a discutere di queste cose e vieni a fare questa polemica?”. Contemporaneamente dal pubblico sono cominciati a piovere “Vai a casa!”, “Non hai fatto niente” e altri inviti che di fatto hanno ammutolito l’ex assessore Milone.

Biffoni: “Giorni contati per i negozi dello spaccio”

“Vi ringrazio per le vostre testimonianze – ha cominciato il sindaco, ultimo a parlare – che mi caricano di responsabilità perché le risposte spettano a me e solo a me”.

“La situazione è inaccettabile, me ne rendo conto, e le vostre domande non possono non ricevere risposte precise. Sicchè vi dico che stiamo cercando di mandare un messaggio forte a questi soggetti e a questi esercizi commerciali – ha proseguito il sindaco – la mia non è una difesa d’ufficio perché so benissimo che contano i fatti, però stiamo parlando con tutti, forze dell’ordine e Nas compresi, per fare in modo che le forze dell’ordine possano trovare una soluzione. Dobbiamo reprimere queste attività e dare il via alla riqualificazione della zona, perché noi vogliamo cambiare Prato. Diamoci appuntamento tra qualche mese, magari al coperto perché sarà più freddo – ha concluso il sindaco – e vedremo cosa sarà cambiato”.

Qualche problemino potrebbe averlo anche il punto di distribuzione automatico in piazza Duomo. Esercizio che viene considerato, insieme a quello di via Pier Cironi e a quelli di via Santa Margherita, punto nevralgico dello spaccio della zona.

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