Un viaggio, sulla Punto a metano, in ogni angolo della Toscana (o quasi, visto che l’area pratese non ha avuto l’onore di essere fra le tappe ufficiali del tour) per scoprire – con occhi nuovi – la terra che da cinque anni amministra e che spera di amministrare ancora a lungo. È quanto ha fatto Enrico Rossi, presidente della Regione, che a ottobre ha iniziato il suo itinerario lungo 12mila chilometri e fatto di 26 tappe in otto mesi, per un totale di 204 incontri con 5mila persone. Il risultato? Un libro “Viaggio in Toscana” di 166 pagine uscito l’8 luglio in libreria e che lunedì 28 luglio presenterà alla Festa del Pd di Seano. A intervistarlo, Pratosfera.

Il volume, edito da Donzelli, è una sorta di manifesto elettorale (in anticipo ma poi non troppo, visto che la possibilità delle primarie si fa sempre più concreta e che può darsi che Renzi gli scateni contro la più bella delle gatte da pelare, l’attuale ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi) ben ponderato e concreto, composto da una riflessione storico-politica sulla Toscana dai Medici a oggi, e da una diario di viaggio, luogo dopo luogo, con infine un’appendice che dà le informazioni sulle tappe. Si tratta di “un libro-riassunto”, come lo definisce il Firenze-post, “che ha in copertina il ponte Leonardo, in provincia di Arezzo, che servirà l’area industriale dove insistono gli stabilimenti di Prada, finanziato per circa 40 milioni di euro da palazzo Strozzi Sacrati. Uno dei fiori all’occhiello rivendicati nella sua presidenza. E dentro ci sono elogi a Matteo Renzi anche se, immediatamente dopo, con prontezza, cerca di fugare l’idea di un suo passaggio dalle sponde di Cuperlo a quelle del rottamatore”. E su Renzi precisa: “Ci sa fare, ma non basta”.

“Parto dai Medici e dal Rinascimento – ha spiegato il presidente Rossi – e poi affronto il periodo, a mio parere decisivo, dei Lorena, scopro la Toscana come regione di paludi e quindi di bonifiche, lo sviluppo del pensiero fisiocratico e dell’attività dei Georgofili, identifico in Leopoldo il ‘fondatore’ della regione. Poi passo ai giorni nostri, alla rottura definitiva di un percorso storico rappresentato dalla guerra e dalla lotta di liberazione, con la maturazione in Toscana di una sinistra che fa nascere una nuova classe dirigente, legata ai partiti di massa e in particolare al Pci. Fino ad arrivare a questa legislatura, una delle più difficili della storia repubblicana”.

Quando ha presentato il suo libro, il presidente ha ammesso di aver avuto durante il viaggio “momenti di vera commozione”, nel rendersi conto “del dinamismo delle imprese, dell’equilibrio tra imprenditori e lavoratori, delle capacità dei singoli cittadini”. Ha comunque ammesso di essersi reso conto “delle tante difficoltà e del dramma della disoccupazione”, precisando però che, a suo vedere, “la Toscana ha saputo raccogliere la sfida, affrontare gravi problemi come quelli ambientali o quelli prodotti dai tagli pesanti alla sanità”. Rossi è convinto che la Toscna sia riuscita a “rimettere in moto le sue forze vitali e a produrre una politica attiva, per esempio, nei confronti delle multinazionali”. E quindi è ritornato, a distanza di anni, a rispondere alle accuse che gli piovvero addosso durante la campagna elettorale scorsa – e che qualcuno rispolvererà per la prossima – di essere veterocomunista e veteroindustrialista: “Senza la manifattura e l’attenzione della Regione alle politiche industriali il colpo della crisi sarebbe stato ben più forte”.

E non poteva mancare un riferimento all’Europa: “Il punto adesso è l’Europa – ha proseguito Rossi – se non si riprendono le politiche di investimenti pubblici non ci sarà crescita economica e i fenomeni di disoccupazione, aumento della precarietà, la povertà e il restringimento delle prospettive di miglioramento individuale saranno destinate ad aggravarsi. La Toscana fa parte di questa partita. Non basteranno gli accomodamenti, ci vogliono sostanziali cambiamenti delle politiche europee”.

Non ci resta che incontrarlo lunedì e proporgli le nostre tante curiosità e perplessità suscitate da un libro che ha tanti spunti, tanti buoni propositi, buone speranze e qualche grossa contraddizione.

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