“Partiamo dall’idea che voi non siete un pubblico e che questo di conseguenza non è uno spettacolo. Questa è un’esperienza o forse meglio un esperimento, voi ne sarete allo stesso tempo attori, cavie ed unici fortunati beneficiari.
In Missione Roosevelt vogliamo attraversare uno spazio urbano, fare un percorso e lasciare un segno, una traccia colorata al suolo. Vogliamo condividere con voi il piacere del proibito, il piacere di utilizzare un oggetto tabù.
Utilizzare un oggetto per la prima volta, forse solo questo basta, forse solo questo giustifica tutto.
La sedia a rotelle è lo strumento e l’oggetto di Missione Roosevelt, il simbolo di tutto ciò che non ci riguarda oggi si fa nostro, la metafora dello svantaggio attraverso la quale conquistare la città. Un’esperienza urbanistica, una performance partecipata in cui il pubblico, accomodato su una sedia a rotelle, si trasforma in un piccolo plotone, una gioiosa macchina da guerra. Missione Roosevelt invade la città.”

Questa è la presentazione che Tony Clifton Circus fa di Missione Roosevelt (in replica anche oggi a Prato, sabato 4 ottobre, alle ore 18,30): una missione segreta (dedicata all’uomo che cambio le sorti del mondo a bordo di una sedia a rotelle) che ha come obiettivo quello di stravolgere il punto di vista, di chi partecipa al gioco, di chi si ritrova il centro della città “invaso” da sedie a rotelle. La missione comprende prove ardue come attraversare un incrocio, scendere da un marciapiede, frenare su una discesa, andare al supermercato a comprare una lattina di aranciata. Tutte missioni che a volte, tutti i giorni diventano “impossibili” per chi è costretto a spostarsi su una seggiola a rotelle.

Tutto diventa difficile, faticoso: un’esperienza che andrebbe provata e fatta provare, che non ti lascia un senso di compassione nei confronti di chi questa condizione è costretto a viverla tutti i giorni, ma piuttosto un senso d’incazzatura e una frase in testa “basterebbe così poco”. Basterebbe così poco per rendere a misura di handicap la città. Son cose che sappiamo tutti e troppe volte ci diciamo, ma viverle sulla propria pelle – sempre in maniera giocosa e divertente grazie anche alla bravura dei performer di Tony Clifton Circus – o anche solo osservarle con attenzione, come ieri hanno fatto decine di pratese, è tutta un’altra cosa.

E allora andate a provarlo oggi pomeriggio e basta. Adesso smetto perché mi fanno male le mani e le braccia dallo sforzo che ho fatto ieri muovermi con la carrozzina.

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