Il teatro Metastasio chiederà al ministero dei beni e delle attività culturali di diventare un teatro di rilevanza e interesse culturale (tric). Lo ha deciso ieri pomeriggio il cda della fondazione ieri pomeriggio, giovedì 4 dicembre, e ha deliberato all’unanimità di presentare una domanda di contributo perché, nel triennio 2015-2017 l’attuale stabile della Toscana possa diventare un tric.

Con questa decisione si chiudono ufficialmente tutti i dubbi: il Met non diventerà teatro nazionale, almeno per i prossimi tre anni. Questo, però, non vuol dire che quella intrapresa dal cda sia la strada più complessa o comunque lo sfacelo per quanto riguarda la storia del teatro di via Cairoli.

Come già avevamo raccontato nelle settimane passate, quando si “ruppe” l’accordo (un accordo mai realmente definito, in verità) tra Pergola e Metastasio, sia la dirigenza del teatro che i politici pratesi erano d’accordo nell’affermare che il Metastasio avrebbe avuto tutte le carte in regola per presentare la domanda per teatro nazionale. Ma bisogna capire quanto gli sarebbe convenuto in termini economici. Per come sono i dettagli del decreto che riorganizza il sistema teatrale italiano, potrebbe avere più finanziamenti il primo tric rispetto all’ultimo teatro nazionale. “A me interessa che il Metastasio mantenga lo stato di teatro più importante della Toscana” aveva dichiarato l’assessore alla cultura Simone Mangani.

La linea definita sembra essere questa: “continuiamo a fare il nostro lavoro e sperimentiamo sempre più, ne riparliamo tra tre anni”. Quando magari il Met potrà portare sul piatto i risultati di questa nuova presidenza.

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