La Pasqua è solitamente una festa triste, la Serie B del Natale, fatta di regali brutti, colombe al posto dei panettoni e certezza di maltempo. È il giorno in cui la fede cristiana si scontra con la scienza moderna con una nonchalance incredibile, sfidando le intelligenze con storie di persone risorte, tipo Paul Walker in Fast And Furious 7. Questo strazio viene oggi per fortuna compensato dal concerto degli Uochi Toki in programma al Controsenso. Il duo, originario della provincia di Alessandria, ha ormai più di dieci anni di attività alle spalle e gode in tutt’Italia di un gran seguito e rispetto, non solo in ambito hip hop. Non è difficile capire il perché, dato che il loro stile spicca davvero in quanto ad originalità, al di fuori dei cliché tamarri; tanto chi mai si metterebbe a twerkare in sala? Tanto vale puntare sull’avanguardia dell’elettronica, creata da Rico, e sulla ricercatezza dei testi, scritti e rappati da Napo.
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Arrivando al Controsenso mi rendo conto di come la vera contraddizione sia che questo locale stia per chiudere i battenti. Il posto infatti pullula come sempre è successo durante le occasioni importanti, in oltre quindici anni di attività. Un pezzo di storia personale e cittadina che sta per finire? Così recitava il comunicato su Facebook di qualche giorno fa, ma non voglio crederci in questo giorno di resurrezione: se ce l’ha fatta quel metallaro di Gesù, che se lo filavano in dodici allucinati, figuriamoci un live club così figo, che dà spazio a band valide come quella di stasera, in un ambiente perfetto.Uochi_Toki_3

Una volta dentro mi rendo conto che se il posto è in crisi è probabilmente a causa degli shottini da mezzo litro che vengono serviti come fosse acqua del sindaco. Il Biffoni tra l’altro è l’unico a non essere presente stasera, perché ci sono davvero tante persone in attesa dei Uochi Toki, o uolchi tolchi, come dicevamo da bambini. C’è chi mi dice che sono degli snob radical chic, però intanto son tutti lì ad osservare il palco vuoto, su cui c’è solamente una console.Uochi_Toki_2

Verso pasquetta il duo dà il via allo show. Entrambi dietro al banco, sembrano impartire una lezione universitaria a tutti i presenti: luci spente e lo schermo del pc proiettato su un lenzuolo affisso ad una parete, sul quale passano scritte e disegni creati in diretta da Napo. Entrambi con lo sguardo abbassato sui propri strumenti, fanno vibrare l’aria con bassi estremi fino a togliere il respiro, e volare l’immaginazione con grafiche che si susseguono partendo da partciolari di quelle appena disegnate. L’effetto è suggestivo al massimo; più che un concerto questa è una performance vera e propria, avanguardistica, difficile da apprezzare, tanto che ad un certo punto sento Enrico Papi urlare dal 1999: “Muoooosica!”. Napo alterna il lavoro al computer con quello al microfono, nel quale canta pezzi del nuovo album ‘Il Limite Valicabile’, deludendo le attese riguardo alcune canzoni storiche, ma lasciando in ognuno il segno intenso, riconoscibile e tipico dei Uochi Toki. Raffinati, sinceri ed estremi a loro modo, catturano il pubblico per tutta l’ora e dieci di show, pur mantenendo sempre un atteggiamento algido e serio, quasi da intellettuali, sicuramente da professionisti.

Solo quando sto per andar via mi accorgo che in sala c’è anche Gesù, eppure ormai Pasqua è passata, non dovrebbe esser già tornato nel sepolcro? Io nel dubbio lo avvicino e gli dico: “Shottino?”

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