Identità nascoste o inventate, ieri come oggi. Venerdì 29 e Sabato 30 maggio alle 21.15 andrà in scena al Teatro Guido Monaco (via San Vincenzo 12) lo spettacolo teatrale L’Importanza di Essere Franco (The Importance of Being Earnest) di Oscar Wilde, saggio finale degli allievi del Laboratorio TEatreSSEnza, promosso da Associazione Culturale Versus e Società Corale Guido Monaco, condotto da Silvia Mercantelli.

Commedia brillante ambientata nell’Inghilterra del 1895 e dintorni, un geniale incastro di aforismi tipici dell’autore, con rimandi al quotidiano e spunti di riflessione tutt’oggi aperti. Due gentiluomini (il sempre “affamato” in ogni senso Agenore, e il “sobrio” Giovanni), che per sottrarsi agli obblighi dell’alta società vittoriana basata sull’apparenza, inventano identità altre (senza sempre conoscere la propria vera).

Come non pensare alle odierne possibilità (Second Life e simili) che internet ci offre? E ancora: Lady Bracknell e sua figlia tengono un taccuino dove annotano quanto riportare agli altri (pare che lo stesso Wilde in effetti prendesse appunti in società, da trascrivere nelle sue opere), una sorta di blog fine ‘800; la giovane Cecilia, capace di far sbocciare tanto le sue rose che l’amore (o almeno, forse, di far crescere e maturare uno scapolo impenitente), tiene un diario dove registra avvenimenti personali destinati ad essere portati a conoscenza altrui, proprio come in certi post sui social network che ci chiediamo davvero a chi interessino. Qui tutto viene porto (su vassoi d’argento), e non conta tanto cosa si porge, quanto come lo si porge.

Pettegolezzi scaturiti da una superficiale visione dell’altro, possono essere messi a fuoco, e farci cambiare idea, con le lenti giuste? Guendalina sostiene di essere stata “allevata con singolare ristrettezza di vedute”, pertanto osserva quanto le interessa attraverso gli occhialini. Miopia. Ottica spostata. Ma è difficile uscire dalle ristrette maglie sociali. Questione di punti di vista.

Ambigui personaggi, dal Cameriere-Maggiordomo che ben sa “prendere con le pinze” e accondiscendere a proprio tornaconto, al Reverendo dall’atteggiamento che ricorda Tartufo, fino a Miss Prism che effettua il tragicomico, eclatante, scambio che motiva la commedia. Come è facile scambiare il valore delle cose. Scegliamo ciò che più amiamo, poco importa se nel farlo calpestiamo l’altro o gli sottraiamo un bene prezioso (diciamo egoismo); o magari non vi è coscienza di questo, semplicemente non vediamo altro che il nostro, ignoriamo e non sappiamo ascoltare l’altro (diciamo pochezza mentale); o forse siamo talmente presi dalle mille occupazioni giornaliere da trascurare i desideri altrui per dimenticanza o rimandando a domani … e così via.

Il testo è una superficie increspata, segreti, menzogne, evidente ipocrisia. Ne è un emblema la frase: “ It is a terrible thing for a man to find out suddenly that all his life he has been speaking nothing but the truth” (È tremendo per un uomo scoprire che per tutta la vita non ha detto altro che la verità).

Ultimo cenno alla questione titolo: l’aggettivo earnest (onesto e simili) e il nome Ernest, hanno in inglese la stessa pronuncia, gioco di parole non traducibile, per cui abbiamo scelto quanto meglio pensavamo si adattasse all’originale.

Interpreti: Cristian Cecconi (Lane/Merriman), Manfredi De Bernard (Agenore Moncrieff), Alessandra Ferla (Lady Augusta Bracknell), Monica Gagliardi (Miss Prism), Marianna Martorana (Cecilia Cardew), Elena Pastorelli (Guendalina Fairfax), Guido Ricci (Giovanni /Franco Worthing), Matteo Toninelli (Reverendo Canonico Chasuble).

Regia: Silvia Mercantelli
Assistente di Palco: Simone Mossa
Costumi: Alessandra Ferla
Servizio Tecnico: Antonio Amabile
Servizio Grafico: Daniele Cinà

Per informazioni, anche in merito ai futuri corsi del Laboratorio Teatrale Versus – TEatreSSEnza : 3473849335.

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