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L’invito a mettere in scena a Expo lo spettacolo “Sogno di Natale” con il quale il Rione Verde di Carmignano ha vinto l’edizione scorsa del Teatro in Strada arriva la mattina dopo la tanto attesa vittoria. È il 30 settembre scorso. L’assessore di Carmignano Fabrizio Buricchi si fa ambasciatore di un invito tutto pratese. L’assessore Daniela Toccafondi, innamorata degli spettacoli carmignanesi, ha offerto al rione vincitore (il mio rione) l’occasione d’oro mettendo a disposizione il posto di prim’ordine all’interno dello spazio che ANCI (l’Associazione dei Comuni Italiani) ha riservato a Prato e dintorni dal 26 al 31 sul tema “Buona alimentazione: l’eccellenza dei Comuni Italiani”, affinché anche le esibizioni culturali tradizionali del territorio possano avere una vetrina d’eccezione e completare il quadro delle eccellenze.

Il “gruppo regia” di cui faccio parte e io non abbiamo dubbi e all’istante rispondiamo a Buricchi: “Se veniamo? Stiamo già partendo”. Iniziamo dunque a scavalcare tutta la serie di ostacoli organizzativi tipici di ogni strada in salita che prelude al successo. In primis, pensiamo a riadattare l’intera esibizione nata per 250 comparse circa e pensata per una piazza bella grande con tre entrate e senza sfondi. Poi gestiamo l’impossibilità di far arrivare materiale ingombrante dentro Expo senza spendere uno sproposito e accettiamo di buon grado di dover usare pochi oggetti di scena e niente quinte. Dulcis in fundo, cerchiamo di inventarci qualcosa per supplire alla mancanza dei grandi carri che nello spettacolo di piazza sono le scenografie mastodontiche intorno alle quali gira l’intera trama scenica. Come? Allungando le coreografie dei nostri corpi di ballo, quello di Hidron e quello del PuntoSport di Poggio a Caiano, composti da ballerine giovani e talentuose. Quindi la questione più difficile da sbrogliare. In quanti possiamo andare? Rendendoci conto di non poter portare tutti per un evidente problema di fondi e di organizzazione, e prendendo atto che il Comune di Prato può garantirci solo 20 ingressi, ci viene in contro l’assessore Buricchi che riesce a garantirci un autobus di 53 posti. Bingo! Auto-tassandoci possiamo spalmare la spesa per i biglietti mancanti su tutti i partecipanti e con dodici euro a testa partire in 53 per Milano.

Il tempo passa. In una settimana proviamo tre volte facendoci aiutare dal nostro regista Riccardo Giannini, consci che non potrà accompagnarci per impegni di lavoro. Ma non ci arrendiamo e ci affidiamo all’entusiasmo e all’esperienza dei nostri 51 e alla presenza di Simone Marzola e Francesco Fontani, ormai colonne portanti dei nostri spettacoli.

Partiamo così, carichi e felici, alle 5 di ieri – lunedì 26 -. Gli attori/rionali, donne uomini e bambini, hanno il cuore in gola e tanta voglia di far bene. Il viaggio è estenuante: arriviamo nel cuore di Cascina Triulza alle 13. Il percorso dall’autobus a lì è una corsa a ostacoli. La gente pullula in ogni metro quadro del perimetro espositivo di questi tempi. È un vero delirio. File ovunque, infinite, per fare tutto. Eppure noi 53 sembriamo caricati a molla dall’adrenalina e col sorriso stampato in faccia voliamo tra la folla trascinando trolley carichi di abiti di scena e piccoli oggetti.

Nella corte di Cascina Triulza anche i vari sindaci del territorio, da Matteo Biffoni a Doriano Cirri, e una sorridente Daniela Toccafondi visibilmente soddisfatta per la nostra presenza. Con loro, un nutrito gruppo di Pagliette, il mitico gruppo goliardico dell’Istituto Tullio Buzzi lì per mettere in scena un assaggio della loro storica rivista. Ad aprire i battenti tocca a loro con una rappresentazione di circa 8 minuti. Applausi, qualche scena simpatica e coro goliardico, e alle 14 tocca a noi.

In un teatro raccolto in un cupola geodetica di grande effetto, andiamo in scena dopo qualche attimo di panico: alcuni cambiamenti suggeriti all’ultimo dall’organizzazione ci costringe a ripensare entrate e uscite di 50 persone in 10 minuti, e la paura è tanta. Ma quando la colonna sonora con il nostro testo inciso parte è magia. Lo spettacolo fila via riuscendo a richiamare molta gente, nonostante il palcoscenico della Cascina Triulza sia molto defilato rispetto al Decumano, ossia l’asse principale di Expo. Gli applausi e il calore del pubblico è tangibile. La tensione emotiva ci accompagna per tutti e 28 i minuti.

Grazie per averci emozionato” commenta all’istante l’assessore Toccafondi, mentre Buricchi ammette di essersi addirittura commosso. Al settimo cielo il sindaco, Doriano Cirri, che precisa come per il suo ultimo anno di reggenza avesse desiderato il meglio per una festa a cui tiene così tanto, ma mai avrebbe immaginato un successo simile in un’assise del genere. “Ringrazio di cuore chi ci ha dato questa possibilità – commenta Stefano Spinelli, caporione del Verde -. I miei figuranti sono tornati a casa con una luce negli occhi abbagliante. Vederli così felici è impagabile. Grazie a tutti loro, hanno fatto un miracolo. Questa occasione è quanto questa nostra grande festa merita: farsi conoscere oltre i nostri piccoli confini”.