Al Pronto Soccorso di Prato hanno fatto un esperimento per capire meglio quanti sono gli accessi alla struttura legati all’abuso di sostanze e soprattutto alla tossicodipendenza.

In pratica, ha detto oggi il direttore del Pronto Soccorso Simone Magazzini alla commissione politiche sociali, “Il pronto soccorso è la struttura dove si gestisce il fatto acuto, i dati estratti dai flussi informativi 2014 (569 accessi con diagnosi tossicologica, di cui 160 per abuso di alcool) sottostimano nettamente il problema. Molti pazienti con problemi tossicologici si presentano al pronto soccorso per eventi quasi sempre correlati alla loro storia di abuso (eventi traumatici, malattie infettive, psicosi..), ma non necessariamente per una intossicazione acuta”.

Così al Pronto Soccorso hanno deciso di prendere a campione una settimana (7 giorni) e mettere da parte tutte le schede di pazienti con dinamiche tossicologiche senza tenere conto del motivo specifico. “In una settimana – ha spiegato Magazzini – sono stati individuati 51 accessi di questo tipo al pronto soccorso, che su base annua significa oltre 2600 accessi. Abbiamo quindi potuto notare che gli accessi al pronto soccorso dei pazienti con problemi tossicologici a Prato sono cinque volte di più di quello che mostra l’analisi dei flussi regionali”.

“Dai dati – prosegue la nota –  è emerso che di questi 51 pazienti 20 non sono residenti nella provincia di Prato e di loro 13 non sono italiani. Si tratta nello specifico di 38 maschi (età media 36 anni) e 13 femmine (età media 44 anni). Le cause dell’accesso al pronto soccorso sono: 9 per abuso di sostanze, 12 alcool, 14 trauma, 15 problemi psichiatrici, 1 malattia acuta. Solo due persone (4%) sono state ricoverate, in 15 (29%) hanno abbandonato il Pronto Soccorso, 5 (10%) hanno rifiutato la prestazione o il ricovero.

 

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