Proteggimi è uno spettacolo teatrale che parla del grande “castello di vetro” dentro al quale tentiamo di muoverci: quello delle relazioni. E’ il nuovo spettacolo che il collettivo Metropopolare ha presentato in anteprima ieri, giovedì 12 maggio, all’interno della casa circondariale di Prato assieme alla sua compagnia di detenuti. Messa da parte l’esperienza con Shakespeare, il gruppo di attori diretto da Livia Gionfrida, questa volta si è messo a confronto con Williams Tennessee, prendendo a pretesto la sua maggiore opera “Un tram che si chiama desiderio”, ma lavorando sull’intera poetica del drammaturgo statunitense.

“Proteggimi” racconta la tormentata storia dal burbero Stanley e la compagna Stella, il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche tormentata dai fantasmi che la seguono in continuazione. Nel mezzo quadri teatrali collegati tra loro che attraversano e raccontano tutti i contrasti lati dei rapporti umani. Da una parte c’è la femminilità: una donna che crede fino in fondo all’amore, non remissiva, ma rinunciataria al proprio mondo interiore per concedersi al proprio uomo; poi la donna disillusa e quella nell’ideale, un trans, interpretato da uno splendido attore brasiliano che ricorda tanto i film di Pedro Almodovar.

Dall’altra c’è il maschio: il maschio che sta in mezzo al suo branco animalesco, l’uomo che non riesce a esprimersi con le parole ma soltanto con la violenza, il maschio che si lascia rapire dall’amore e dalle primule. “Abbiamo tentato di tirar fuori – racconta Gionfrida nelle note di regia allo spettacolo – tutto il nostro egoismo, che si muove dentro le profondità di una natura che ci spinge gli uni verso gli altri, inesorabilmente, inadeguati. Spesso incapaci di governare le nostre emozioni”.

In mezzo a tutto questo sabbia e polvere, a simboleggiare tutte le nostre debolezze e la nostra incapacità di volare davvero. Uno spettacolo contrastante, che da una parte ti accarezza e ti fa sorridere (a volte proprio ridere), dall’altra tira schiaffi e commuove.

La prova attoriale dei detenuti di Metropopolare è sempre di livello superiore: il lavoro del collettivo prova ad alzare l’asticella sempre di più e ci riesce. I personaggi si muovono con una naturalezza e profondità: sulla scena movimenti puliti, alternando la lingua italiana a quella di origine (cinese, americano, marocchino, brasiliano, tante quante le nazionalità dei detenuti che fanno parte della compagnia) da far invidia a tanti attori professionisti.

Lo spettacolo si conclude con un quadro spezzato a metà: da una parte il gesto più disumano di un uomo su una donna, dall’altra una vita che comincia (o che ricomincia), che si incammina verso una direzione, pronta per tentare di spiccare il volo. Settanta minuti in cui ci si dimentica il luogo in cui si è. Sperando che chi di dovere si muova per far replicare questo straordinario lavoro.

“Proteggimi”

drammaturgia e regia Livia Gionfrida
scene Alice Mangano
assistente alla regia Giulia Aiazzi
foto di Laura Meffe
assistente stagista Giulia Vannozzi
organizzazione Rebecca Polidori

con Luciano Colonna, Robert Da Ponte, Ayoub El Mounim, Rossana Gay, Sofien Ghozlan, Livia Gionfrida, Malaj Mbaresin, Wu Kejan, Rodrigo Romagnoli
produzione Teatro Metropopolare in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato

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