Venerdì 20 Gennaio – I dARI in concerto – Cycle Club (Calenzano)
Credereste a qualcuno che vi dica che il Titanic non sia affondato? Credereste all’ipotesi che Hitler non sia morto ma abiti in Paraguay o che Cosmo sia in lizza per il Grammy Award? Credereste infine ai vostri occhi leggendo che i dARI siano in concerto a Calenzano? A questo giro come si suole dire, vi tocca.
La mia generazione pensava che avessero fatto la fine tipo degli Knack o di Pippo Civati, anche se in fondo è abituata ai fenomeni musicali effimeri e veloci, visto ha parlato per due anni di fila degli Arcade Fire per poi verificare che questi signori sono spariti tempo zero. Nel frattempo, increduli leggiamo che nella splendida Calenzano (in lotta fino all’ultimo assieme a Pistoia per Capitale della Cultura) questa sera si esibiranno coloro che sono stati per anni etichettati assieme ai maestosi Finley come la band emo dei cosiddetti “bimbiminkia”. Per correttezza prendiamo le distanze da questo giudizio, ma non possiamo prendere la distanza sul look di oggi del complesso reso famoso dalla hit “WALE (TANTO WALE)”. Una hit al pari di Bohemian Rapsody, anche se forse dal taglio sicuramente più complesso e profondo.
Non andiamo oltre, vi lasciamo solo alle foto del 2016 che vedono i ragazzi di Aosta (città conosciuta nel nostro paese per l’ambientazione di Rocco Schiavone) ritratti con gli stessi abiti di dieci anni fa, con gli stessi ciuffi piastrati e le stesse spillette col teschio. Una coerenza che forse vede al pari gli Intillimani o gli elettori del Partito Comunista dei Lavoratori. Essere nostalgici dell’ emo non è cosa da poco, è estremo quasi quanto acquistare un libro del poeta Guido Catalano.
Andare per forza, per capire se realmente “gli emo” esistano ancora. Può darsi. Del resto D’Alema è ancora intervistato dal Corriere nel 2017.
Sabato 21 Gennaio – Diaframma in concerto – Auditorium Flog
A Firenze si dice “riborda”. A Roma “aridaje”. Il senso è comunque lo stesso: la serata di stasera è quella che in tanti aspettano tutto l’anno, seppur a sto giro un po’ tardiva.
Gennaio-Diaframma- Flog: una chiave contestuale che va da se, come Dandini-RaiTre, come Scudetto-Juventus, come Caffè-Sigaretta, come Benigni-NicolettaBraschi, che si pronuncia attaccato come PaoloRossi (il calciatore) o come LucaLotti (che oramai fa parte del passato forse più di PaoloRossi).
L’appuntamento è comunque questo, per tutti ma soprattutto per coloro che hanno vissuto i “concerti” a Firenze, e non i “concertini” che troppo tempo ci hanno fatto spesso perdere. L’appuntamento in cui una generazione si ritrova, dove qualcuno osa anche ballare e darsi qualche spinta nonostante i quaranta siano oramai raggiunti e viaggi con il metabolismo appesantito e un menisco rotto a giocare a calcetto.
Quelli che vestivano di nero, e nemmeno tutti. Quelli che pensano ancora che nonostante i Pet Shop Boys gli anni ottanta siano stati gli anni migliori dello scorso millennio: specialmente per noi fiorentini, che ci sentiamo sempre dire “eh ma gli anni ottanta a Firenze”. Concordiamo, stiamo al gioco, ma poi fra di noi diciamo “si ma nel 1982 avevo 5 anni, che cazzo ne so io”.
Andare per forza, per fare due parole con coloro che non si vedono più da mesi. Il raduno degli alpini dark.
Domenica 22 Gennaio – Colazioni con i fotografi – Caffè letterario delle murate
Il sogno nel cassetto di tutti noi si realizza in questa splendida domenica. Dopo “una cena con il caldaista”, “una merenda con il tecnico della lavastoviglie”, arriva presso il maestoso e culturale “Caffè letterario delle murate”, la “colazione con i fotografi”.
Appuntamento effettivamente di richiamo, quello che vi caldeggiamo. Del resto tutti noi avremo regolato la sveglia come quando si corre il GP di Malesia di notte, oppure come quando si giocavano i mondiali in Sudafrica. Pronti attenti via, tutti alle Murate, dove ci riserviamo, fra un fotografo e l’altro di consumare le nostre attività mattutine domenicali, quali caffè sigaretta e lavaggio di denti. Come dopo colazione a casa, ma stavolta senza Uno Mattina in TV, ma con la fotografia.
Andare andare andare.

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