Una declinazione al femminile dell’esperienza del Lager. Torna in scena lo spettacolo “Cenere e cielo”, tratto dal libro di poesie di Grazia Frisina per la regia di Massimo Bonechi.

Dopo al debutto qualche mese fa, domani sera giovedì 30 marzo ore 21, lo spettacolo andrà in scena al Museo della deportazione e della resistenza di Prato, in ia di Cantagallo 250 a Figline. “Una collaborazione importantissima che arricchisce lo spettacolo – racconta il regista Bonechi -. Il testo è molto poetico dal punto di vista emotivo, le attrici non sono professionisti ma hanno fatto un lavoro straordinario sotto questo piano”.

Lo spettacolo è stato voluto e prodotto dall’assessorato alla cultura di Carmignano. “Anche se non aggiunge nulla di nuovo per quello che riguarda il racconto dell’orrore che c’è stato campi di concentramento, Cenere e Cielo gioca su due linee guida. Da una parte il ricordarci che la nostra storia è segnata da scelte importanti e terrificanti, Primo Levi quando parla dei nazisti non li descrive come mostri, ma come uomini che hanno scelto di fare una cosa terrificante. Dall’altra, invece, il ricordarsi del ‘fascismo antropologico’ di cui parlava Pasolini, quella natura umana che è portata alla sottomissione dei suoi simili che ancora oggi ci riguarda”.

In scena Alba Apollonio, Martina Belloni, Veronica Marchiafava, Samanta Tesi: “quattro donne, spogliate della loro femminilità e identità, sopravvissute ai campi di concentramento, ripercorrono le tappe più drammatiche di una vicenda insieme personale e collettiva, dando corpo e sostanza, attraverso le parole, al loro tormentato essere, alla loro vita per sempre sfregiata”.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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