schignano 1906
Gita a Schignano, 1906, Archivio CAI

“Con l’arrivo dei villeggianti comparvero locande, trattorie e i primi affittacamere e furono pubblicate guide con itinerari e indicazioni. Per i decenni a venire la Val di Bisenzio avrebbe richiamato italiani e stranieri, letterati ed artisti, industriali e scienziati, personaggi che spesso lasciarono nei loro scritti pubblici e privati ricordi e tracce affascinanti della loro villeggiatura. Montepiano, che si arricchì di ville e villini e ospitò anche numerose colonie terapeutiche”.

È l’inizio del turismo in Val di Bisenzio raccontato da Annalisa Marchi, Alessia Cecconi e Luisa Ciardi, le autrici – con la collaborazione di Cinzia Bartolozzi – del volume “Antiche Villeggiature: Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento“, che verrà presentato domenica 29 luglio all’Hotel Margherita di Montepiano alle 17.

“Il libro – si legge nella presentazione – si deve alla Fondazione CDSE (Centro di documentazione storico etnografica) che ha condotto un articolato progetto regionale di ricerca e memoria partecipata, di cui la pubblicazione fa parte, che ha portato alla luce con dovizia di particolari gli aspetti della svolta turistica che vede protagonisti gli Appennini, da Prato fino a Bologna”.

Un po’ di storia

“La svolta turistica della Vallata e di Montepiano, quest’ultima già famosa a Firenze per il suo straordinario burro, è legata all’affermazione della nuova cultura della villeggiatura di fine Ottocento – spiega la nota di presentazione – Decisivo è il completamento, tra il 1885 e il 1892, della Strada Maestra che finalmente collega San Quirico a Montepiano. Non è davvero un caso che proprio nel 1892, a Montepiano, si registri un boom di 500 turisti. A Montepiano incontriamo Amelia e Joe Rosselli, scrittori come Renato Fucini e poi musicisti, professionisti e industriali. Dall’Inghilterra, dalla Germania e dagli Stati Uniti, alla ricerca di esperienze originali, arrivano turisti dai gusti raffinati. Sono tre giovani della sezione fiorentina del Club Alpino italiano: Michele Gemmi, Giuseppe Ricci e Luigi Alessandri i promotori della stagione d’oro dell’Alta Valle. A far da pioniere alla svolta turistica è però Emilio Bertini che con la sua instancabile attività fa conoscere e amare la Val di Bisenzio di cui pubblica una guida che resta una pietra miliare del genere. Le iniziative di moltiplicano: nel 1879 la sezione del Cai di Firenze, insieme a quella di Bologna, organizza una doppia traversata Bologna – Prato”.

“E mentre Montepiano diventa la meta prediletta per Firenze e la sua società cosmopolita – prosegue la nota – Schignano e Migliana si affermano come stazioni climatiche estive per la Prato e la Pistoia degli industriali e dei soci Cai”.

Le ricercatrici del Cdse, conducendo una ricerca accurata e minuziosa, hanno scavato negli Archivi di Stato di Prato e Firenze (dove è conservato il Fondo Rosselli), tra i documenti del Gabinetto Vieusseux, della biblioteca Nazionale, della Roncioniana, nell’Archivio storico del Club Alpino pratese, che al collaborato attivamente alla ricerca. Il volume è arricchito da schede di Giovanni Ravalli, Silvia Botarelli e numerosi testimoni del Novecento.

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