Foto d'archivio

“Forma squadrata con taglio”, detta anche “buco di Moore”, occupa il centro di PIazza San Marco da cinquant’anni, da quando cioè venne acquistata dalla città di Prato nel 1972, grazie al contributo degli industriali locali. Adesso grazie alla donazione di 27.800 di un mecenate di cui non si conosce il nome, la scultura verrà adesso restaurata.

Il restauro è stato approvato dalla giunta comunale su proposta dell’assessore alla cultura Simone Mangani, che dice: «Un grande atto di generosità che è frutto di un incontro. Il donatore voleva dare un segno tangibile del suo legame con la città e ci ha chiesto un suggerimento. Noi abbiamo proposto Moore e non vi è stato bisogno di aggiungere altro. Lo ringraziamo per aver voluto sottolineare con il suo gesto il valore del nostro patrimonio culturale».

“L’opera, considerata uno dei massimi esempi di scultura contemporanea presenti in Italia, si presenta con una forma esterna quadrata sospesa da un’apertura circolare di grandi dimensioni che fa da cornice, creando un collegamento tra scultura e paesaggio – si legge nella nota del Comune -Realizzata nel 1971 dell’artista inglese Henry Moore, uno dei maggiori precursori del modernismo inglese, fu acquistata dal Comune di Prato, grazie anche al sostegno di industriali locali, al termine di una sua mostra tenutasi a Firenze nel 1972, in occasione della quale più di 345.000 visitatori poterono ammirare le opere in mostra. L’opera fu poi allocata nel 1974 in piazza San Marco dove ancora oggi è presente a simboleggiare Prato “come città vocata alla contemporaneità”.

Essendo collocata all’aperto, in una piazza che è uno dei principali snodi della città, la scultura è costantemente sottoposta agli agenti atmosferici e inquinanti e questo comporta la necessità di intervenire periodicamente per monitorare lo “stato di salute” dell’opera. A distanza di oltre dieci anni dall’ultimo intervento di ristrutturazione, risalente al 2012, considerati il valore dell’artista, dell’opera e l’importanza simbolica per la città di Prato, è stato quindi approvato il restauro.

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