sanmichele

Quella che un tempo era nata come sfilata folkloristica, abbinata al tradizionale Palio dei Ciuchi, è diventata da tre anni a questa parte una forma riconosciuta di teatro in strada. Di questo infatti si tratta, di teatro. Come ogni spettacolo che si rispetti anche il San Michele ha una regia e un folto e indispensabile backstage. In effetti è proprio questo che vorrei raccontare.

Lo spettacolo che quest’anno andrà in scena il 4, il 5 e il 6 ottobre, è soltanto una scintilla che passa troppo velocemente per capire cosa c’è dietro. Detto fuor dai denti: il lavoro di un anno. Ogni sfilata viene infatti pensata e costruita nell’arco dei mesi che intercorrono tra un San Michele e l’altro, finché per ultima cosa non le viene data una voce per parlare. Nel mese di settembre noi rionali ci trasferiamo definitivamente al cantiere, dove in genere tra lavoro, risate e una pastasciutta fatta all’istante trascorriamo la serata e nella maggior parte dei casi la nottata.

Sono passati quindici anni da quando per la prima volta ho varcato la soglia del cantiere e della sartoria, fregandomene di tutti i rioni più vicini geograficamente e scegliendo quello che si trova nella parte più alta della collina. Indipendentemente dalla bandiera di appartenenza, in tutti questi anni dal San Michele ho imparato molte cose. Ho imparato che è possibile divertirsi anche con niente, semplicemente stando tutti insieme in una sartoria soffocante, intorno ad un tavolo coperto di stoffe dai mille colori, in cui trovare un paio di forbici (funzionanti) diventa una specie di impresa titanica. Ho imparato a riconoscere i rumori degli attrezzi, della sparapunti, a cucire in ginocchio e a non urlare quando la colla a caldo ti si appiccica per sbaglio alle dita.

Credo che eventi come il San Michele, se animati da una competizione sana e sportiva e non da stupide e faziose divisioni, servano a tutti noi per riscoprire il senso della comunità, soprattutto quando per una strana contraddizione tendiamo ad allontanarci a causa (e non grazie) ad una tecnologia diventata troppo smart. Non c’è nessuna falsa retorica dietro questo discorso o nessun sguardo compiaciuto, ma soltanto la convinzione di chi questa esperienza l’ha provata sulla propria pelle e spera che questo sia lo spirito che in fondo animi tutti i rioni. Ho visto crescere il mio rione, sia come figurante sia come volontaria e anche se ultimamente ne sono stata lontana, perché gli anni passano e le responsabilità aumentano, mi accorgo che mi basta entrare una volta al cantiere per provare immediatamente quella passione, che torna a farsi sentire con tutta la sua potenza.

IL PROGRAMMA DEL SAN MICHELE 2013

Venerdi 4 Ottobre. Alle 21 Esibizione del Gruppo Storico di Carmignano. Alle 21,30 sfilata dei rioni: Rione della Torre (“L’ultimo colore”), Rione dell’Arcangelo (“Sognerà in nero, in bianco e turchese”), Rione del Leone (“Carmignano… Brava gente”), Rione dell’arte (“Felice. Felice. Felice.”). Al termine prima gara del Palio dei Ciuchi.

Sabato 5 ottobre. Alle 21,30 sfilata dei rioni: Rione dell’Arcangelo, Rione dell’Arte, Rione della Torre e Rione del Leone. Al termine seconda corsa valida per il Palio dei Ciuchi.

Domenica 6 Ottobre. Alle 16 sfilata dei rioni in questo ordine: Rione del Leone, Rione dell’Arcangelo, Rione dell’Arte, Rione della Torre. Al termine, terza e ultima corsa valida per il palio dei ciuchi. Assegnazione trofeo San Michele e premiazione vincitore Palio dei Ciuchi.

Per saperne di più sulla Festa di San Michele

Valentina Cirri