Arrivati! Siamo a terra!
Dopo giorni di acqua e cielo finalmente abbiamo toccato terra! Attualmente ci troviamo a Barbados (da dove viene Rihanna per capirci), l’isola nazione più a est dei Caraibi e quindi, la più vicina a Cabo Verde (da dove siamo partiti per attraversare l’Oceano). Questi quattordici giorni di oceano mi vibrano nelle vene e mi continuano a emozionare ancora adesso.

L’oceano è un addensatore di energia. Tutto si amplifica: la forza del vento, la potenza delle onde, il calore del sole, l’oscurità nella notte. Ma anche la solitudine, la stanchezza, il desiderio di avvistare terra. Le distanze diventano reali e il giorno e la notte tardano ad arrivare ogni giorno di più, fino a che non ti accorgi che devi girare l’orologio perché ti trovi sempre più a ovest.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’oceano era pieno di pesci volanti. Ogni giorno ci accompagnavano scappando dai predatori…spiaccicandosi ovunque. Avevamo squame di pesci volanti un po’ ovunque. Damià è stato colpito da due pesci volanti durante una guardia notturna ed ha dovuto gettare i pesci ormai morti fuoribordo (immaginate che qui a Barbados sono una specialità culinaria…a saperlo li cucinavamo anche noi per variare la dieta a base di riso e fagioli). I delfini invece si sono fatti vedere solo a poche miglia dalla costa di Barbados. Abbiamo avuto un vento costante: le onde ci spingevano a ovest e il vento soffiava da poppa perciò é stato facile arrivare fino a qui.

Sempre più stanchi e salati (non potevamo sprecare l’acqua dolce per lavarci), limitati dai 12 x 6,5 metri del catamarano; la convivenza negli ultimi giorni si é fatta dura. Tutti i difetti e le piccole differenze culturali che abbiamo, inizialmente, ci facevano sorridere e divertire mentre negli ultimi giorni ci iniziavano ad esasperare.

Ma la natura selvaggia e la realizzazione di un sogno sono mille volte più forti delle scomodità che abbiamo sopportato.
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Abbiamo avvistato terra alle 5:00 di mattina. Era notte fonda ma si potevano scorgere le luci di Barbados all’orizzonte. Da lì l’attesa si é fatta lunga perché tra avvistare terra ed ancorare nella prima baia sicura sono passate 3 ore….E poi paf! Siamo arrivati su questa spiaggia soffice di sabbia bianca! Damià ed io abbiamo nuotato fino a terra, ci siamo sdraiati sul bagnasciuga ed abbiamo assaporato il sole, l’acqua e la terraferma nel medesimo istante. Bellissimo! A presto.

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