Pienone alla Passerella per l’incontro tra residenti del triangolo dello spaccio (via Pier Cironi, Canto alle Tre Gore e via Santa Margherita) e il sindaco Matteo Biffoni, accompagnato dagli assessori Alessi e Barberis più il comandante della polizia municipale Pasquinelli. Assenti i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Sfidando la pioggia, che è arrivata a render tutto più intenso, centocinquanta persone si sono sedute di fronte ai politici e hanno raccontato le loro esperienze quotidiane. Ne è uscito fuori un quadro allarmante e desolante, fatto non solo di degrado, spaccio e prostituzione ma anche di aggressioni, minacce di morte e la percezione che nella zona vigano regole ben diverse da quelle del resto della città, anche per quanto riguarda il traffico. Eccone alcune delle storie raccontate iersera.

1) “L’altra sera non sono potuto uscire di casa mia, in via San Giorgio, perché nell’androne uno spacciatore e un tossico stavano litigando per una dose. Così ho aspettato che avessero finito e poi sono andato al posto di polizia in piazza Duomo dove mi è stato consigliato di lasciare il centro. Io me ne devo andare dal centro? Non posso avere paura io ad uscire di casa, sono gli spacciatori che devono avere paura dello Stato! Non si vive più così, dobbiamo avere il coraggio di cambiare”.

2) “Abito in via Santa Margherita dal 2006 e ho pensato di andarmene ma poi ho anche pensato: perché devo essere io ad andarmene? Siamo circondati, dove avete gli occhi? Non si possono fare distinzioni tra bianchi o neri, tra italiani o extracomunitari: qui siamo di fronte a delinquenti!”

3)“Io abito in Canto alle Tre Gore e ho una figlia di 18 anni che devo accompagnare ogni volta che esce di casa. Abbiamo 10 tossici fissi sotto casa dalla mattina alla sera e spacciatori tutto intorno. Sono tre anni che facciamo esposti contro i negozi intorno ai quali si raccolgono: niente, eppure è sotto gli occhi di tutti. Se c’è una rissa, magari la polizia viene, altrimenti no”.

4) “Io ho la macelleria in piazza Lippi e non c’è alcun tipo di attrito tra residenti e commercianti. Siamo tutti uniti contro i delinquenti perché la gente ha paura, noi abbiamo paura. I poliziotti vengono e se ne vanno subito. Dov’è il prefetto? Va a finire che metto su un banchino anch’io e mi metto a vendere droga!”

5) “Io ho la bottega di falegname in via Santa Margherita e abbiamo protestato stando sul marciapiede perché la situazione è intollerabile. Da via Santa Margherita passa un autobus ogni sette minuti e per farlo deve salire sul marciapiede o fare manovra. Non sono i residenti che protestano sul marciapiede ad essere fuorilegge, sono gli autobus che vanno arrestati. Per quanto riguarda lo spaccio, in via Santa Margherita è pieno di telecamere: funzionano? Invito il prefetto a bottega in modo che possa vedere con i propri occhi lo spaccio e la somministrazione di bevande alcoliche, che sarebbe proibita”.

6) “Sono due anni che abito in centro, in via Santa Margherita, e in questa strada è pieno di fondi senza bagni e senza luce. Assistiamo a scene che stringono il cuore, perché le famiglie che li occupano rovesciano di tutto nei tombini e lavano i propri figli sul marciapiede”.

7) “Io ho il mio negozio di cornici da cinquant’anni in via San Giorgio, sicché di cambiamenti ne ho visti parecchi e mi domando come non si riesca a chiudere questi negozi che portano spaccio e degrado. Facciamoli questi controlli, facciamoli in continuazione e poi sicuramente riuscirete a chiuderli”.

8)“La cosa veramente allarmante è che in via Pier Cironi sono aumentati i minorenni, i ragazzini, e che questa zona sta diventando sempre di più un vero e proprio ghetto. Nonostante ci sia il Patto per la Sicurezza rinnovato in pompa magna lo scorso anno: che prevede l’utilizzo della squadra interforze, che però viene impiegata per altro, la videosorveglianza, che c’è ovunque ma che nessuno evidentemente tiene sotto controllo, e che prevede anche una maggiore illuminazione del centro storico, quando tutti i pratesi si possono rendere conto di quanto buio sia in realtà il centro di Prato”.

9) “Davvero questi esercizi commerciali posseggono tutti i requisiti che chiedono a noialtri commercianti? Io per il mio alimentari devono avere il bagno, l’impianto a norma, devo fare dei corsi e via dicendo.”

10) “Mio figlio, mentre giocava a pallone in piazza dell’università, è stato aggredito da due neri. Uno lo ha tenuto fermo e l’altro gli rubato cellulare e cuffie”.

2 Commenti

  1. il punto 9 ha colto nel segno per quanto concerne le attivita: ma anche a loro è chiesto il FAVOLOSO Documento Valutazione Rischi, gli adeguamenti assurdi e sono sottoposti a controllo?

    per il resto è un problema di leggi (chi le ha votate?) che rendono impossibile il lavoro delle Forze dell’Ordine (che di per se sono da considerare Eroi, altro che… lavorare in quelle condizioni…) che non possono trattenere o far nulla ad elementi ben conosciuti (e con quelle leggi, anche le telecamere servono a poco)
    l’interculturalità è un Valore assoluto, ma deve esserlo anche la legge del Paese che ospita questo Valore.

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