Prato, i pratesi ed i telai (1967) – Prato. Lo stanzone (2011). Due documentari da cui… ripartire. Uno è la lunga cronaca di un fenomeno economico studiato nelle migliori università d’Europa che rese Prato una delle città più ricche d’Italia, la “capitale dello spirito d’iniziativa”; l’altro è il racconto di chi quel fenomeno lo ha contribuito a creare e poi lo ha visto sfumare, fino a scomparire. Si tratta di Silvano Calamai, un anziano artigiano – e poi scrittore – che ha vissuto il boom e il suo contrario, e che lo ha voluto fermare, razionalizzandolo in un buon libro. (Silvano Calamai, Lo Stanzone. Storie di Prato. Pentalinea. 2007)

Due lavori fatti molto bene,(tre se si conta anche il libro) nonostante le risorse con cui sono stati fatti siano incomparabili: il primo fu un lavoro che la Rai commissionò a un’equipe di professionisti, mentre il secondo è il saggio finale di un corso di Documentario tenuto dal regista Federico Micali alla Scuola di Cinema Anna Magnani.

Noi oggi abbiamo deciso di proporveli uno dietro l’altro, per darvi il quadro visivo quasi completo del pre e del post e un conseguente stimolo a passare finalmente oltre. Non prima però di aver chiuso definitivamente il cerchio facendovi un giro al Macrolotto zero… Dove tutto era, tutto è finito e tutto ricomincerà. E dove alla fine, i nuovi pratesi sono e continueranno a essere. Quindi, niente recriminazioni e nostalgia… perché quella Prato non è morta, è semplicemente altro e a venti anni ormai dall’inizio della crisi… ora ha proprio voglia di ripartire. E lo farà… magari lo sta già facendo, iniziando proprio da quel luogo simbolo della laboriosità e dell’ingegno di cui tutti andavano tanto fieri.

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