La curatrice del progetto legato a Piazzetta dell’Immaginario, Alba Braza, ci invia un commento alla questione di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, rispetto alla quale, secondo alcuni esponenti del centro destra pratese, la comunità cinese non imbratterebbe i muri di colore rosso. Da allora la proposta di colorare tutta Chinatown interamente di quel colore.

Di seguito il commento di Braza.

È il rosso? O l’arte?

Muri rossi nel Macrolotto Zero, bigliettini in lingua cinese sulle pareti e sui pali di questa parte della città e il paradosso che non ci siano sul rosso. Ma da dove è uscito questo rosso? Chi l’ha messo?

La risposta a questo strano mistero è Piazza dell’Immaginario, un progetto organizzato da Dryphoto arte contemporanea, curato da Alba Braza, che ha il supporto di Comune di Prato, ASM., Circolo Curiel e la collaborazione di Centro Per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Associazione Cinese di Li Shui, Associna e l’adesione di Comitato di via Pistoiese Macrolotto Zero, Italia Nostra sezione di Prato.

Il progetto è accompagnato da una piccola pubblicazione cartacea a disposizione di chi la desidera in forma gratuita o scaricabile dal sito www.dryphoto.it e da schede didattiche a disposizione sulle panchine situate nella piazza.

Piazza dell’Immaginario è una iniziativa che usa l’arte come mezzo, che fa diventare l’arte un linguaggio autonomo di comunicazione fra le persone che abitano il quartiere. Inaugurata lo scorso 30 maggio ancora oggi sveglia con sorpresa chi svaluta il valore e il potere della comunicazione e della cultura.

Ogni colore ha un suo valore in ogni cultura e spesso assume un significato che cambia nel tempo e nel contesto in cui viene usato, qui non è più il colore del comunismo, del divieto o del sangue ma è un segno di opportunità, di rispetto e integrazione bidirezionale, il colore rosso in entrambe le culture, italiana e cinese, è foriero di buon auspici, e possiamo affermare con successo che ha cambiato il modo di immaginare il quartiere.

E allora, ci interessa parlare di un colore o del suo valore culturale e sopratutto, cosa c’è su questi muri rossi che almeno per ora vengono rispettati? Opere d’arte, una mostra che non soltanto si propone per essere condivisa da qualunque cittadino che transiti in macchina o a piedi per il quartiere, ma che racconta fra l’altro parte della storia della fotografia italiana, opere d’arte che di solito guardiamo soltanto nei musei, opere d’arte che sono il risultato di una azione che ha coinvolto il quartiere, opere che ricordano altre modalità per migliorare il nostro ambiente.

Alba Braza

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