Quando uscirono nel 2002, colpirono subito il pubblico e la critica per una cosa su tutte: erano vestiti troppo eleganti per venire dall’indie di New York. Ma gli Interpol non ci misero molto a dimostrare che l’abito era all’altezza della loro musica, già col loro primo lavoro “Turn on the Bright Lights”.

Undici tracce. Cinquanta minuti. L’essenza del nuovo filone wave è tutta condensata qui. Chitarre che si intersecano, increspature, battiti furenti, mood melanconici, voce distaccata e immagini chiaroscurali e offuscate. Eccoli qui, gli Interpol.

Sono loro i più brillanti artefici del revival new wave che ha finito col dilagare nella prima decade del Duemila. Emersi alla fine degli anni 90, nella solita New York preveggente, capace di intuire nuovi stili e tendenze, si sono presentati al grande pubblico come i degni eredi di quella tradizione musicale britannica di marca dark-wave che vedeva in gruppi come Joy Division, Cure, ma anche nella fucina di ballate pop degli Smiths, i suoi punti di forza.

Cinque album sulle spalle, un tour mondiale sulle spalle che toccherà anche Prato, il 1 settembre 2015 in piazza duomo, durante la presentazione del loro ultimo lavoro “El Pintor” (anagramma di Interpol).

Ecco alcune canzoni per conoscere meglio la band di Paul Banks e soci.

10. “A TIME TO BE SO SMALL”

9. “SLOW HANDS”

8. “LEIF ERIKSON”

7. “WHO DO YOU THINK?”

6. “EVIL”

5. “OBSTACLE 1”

4. “THE HEINRICH MANEUVER”

3. “SPECIALIST”

2. “UNTITLED”

1. “PDA”